Per i giuristi un ventaglio di possibilità 

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La laurea in giurisprudenza, o comunque in un corso attinente all’area delle scienze giuridiche, presenta tre sbocchi tradizionali, strettamente attinenti agli studi seguiti: l’avvocatura, il notariato e la carriera in magistratura.

Tre strade, perà², quantomai difficili e ultra-selettive, dato che la carriera forense richiede due anni di praticantato solitamente gratuito, un esame di Stato piuttosto difficile (molti lo fanno in Spagna) e un mercato saturo in cui èormai arduo emergere.

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Non cala la richiesta di dottori in economia

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Anche in tempi di crisi, coloro che escono dall’università  con un diploma di laurea acquisito in uno dei tanti corsi appartenenti al blocco economico (economia e commercio, economia e finanza, economia aziendale e parecchi altri) rimangono i dottori pi๠ricercati dalle imprese italiane.

Lo conferma il portale Monster, secondo il quale addirittura il 42% delle offerte pubblicate concerne laureati nell’area economica.

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Studi umanistici, strada ardua per il mondo del lavoro

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Come accennato nell’articolo precedente riguardo agli sbocchi occupazionali, verifichiamo dunque le analisi del consorzio Almalaurea su alcuni dei pi๠comuni corsi di studio, iniziando dalla “cenerentola” in termini occupazionali, gli studi umanistici: lettere, storia, filosofia, scienze politiche e affini.

Al contrario di quanto èfacile immaginare, non ènecessariamente l’insegnamento l’unico sbocco per i letterati. Anzi, le ultime analisi parlano di un 20% circa di laureati che punta in quella direzione, peraltro sempre pi๠ardua a causa della riduzione negli anni dei concorsi di assunzione nella scuola pubblica.

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Lauree e sbocchi occupazionali

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Come ogni anno, il consorzio Almalaurea ha pubblicato un ampio dossier sullo stato delle università  italiane, i corsi di laurea attivati, il numero dei frequentanti e le prospettive degli stessi di trovare un impiego.

Almalaurea èun ente cui aderiscono cinquantatrè atenei italiani, ma l’analisi si estende a tutto campo all’intero mondo accademico. Vediamo dunque alcuni stralci dell’analisi, riferiti alla situazione generale e ad alcuni fra i settori di studio pi๠importanti.

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Aeronautica, la crisi si fa sentire

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Il quotidiano “Il Sole 24 Ore” ha recentemente pubblicato un interessante disamina del mercato mondiale del settore dei velivoli, analizzandone a tutto tondo i segmenti con le rispettive prospettive e difficoltà .

La sezione pi๠importante, ovviamente, èquella della costruzione degli aeromobili: un segmento fortemente polarizzato. Al di là , infatti, dei costruttori di piccoli aerei, si calcola che solo otto compagnie nel mondo costruiscano aeroplani con oltre cento posti (fra loro, si segnalano la rampante società  canadese Bombardier e i brasiliani dell’Embraer, ma per il prossimo futuro vanno tenute strettamente d’occhio altre imprese situate in Russia, Cina e Giappone), e solo due, di fatto, dominino il mercato dei grandi velivoli con centinaia di posti: Boeing e Airbus.

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Cinema, pochi big e mille formiche

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Basandosi sui dati del Cerved, la fondazione Ente dello Spettacolo ha eseguito un’indagine statistica sullo stato dell’arte nell’industria cinematografica italiana. I dati si riferiscono complessivamente ai tre grandi segmenti del reparto: produzione, distribuzione e proiezioni.

L’analisi ha messo in luce l’esistenza di oltre novemila aziende operanti in Italia, ma di esse solo centosettantuno vantano un fatturato superiore al milione di euro: si tratta fondamentalmente di aziende legate ai gruppi Rai e Mediaset o alle grandi holding internazionali.

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Tempi lunghi per le assunzioni

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Le imprese europee passano molto tempo prima di decidere di assumere qualcuno.

Secondo un’approfondita analisi compiuta dalla società  Robert Half, specializzata nel ramo “selezioni del personale”, i direttori delle risorse umane delle imprese europee medio-grandi passano attraverso molte incertezze prima di prendere la fatidica decisione di far entrare un nuovo lavoratore in squadra.

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Adeguare il servizio di call center

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Essendo ormai diffusi non solo presso le grandi aziende ma anche fra quelle di media dimensione, le associazioni dei consumatori hanno riscontrato una serie di disservizi tipici dei call center, segnalando all’Autorità  Garante delle Comunicazioni (Agcom) l’esigenza di intervenire.

L’Agcom ha cosଠemanato un provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 4 giugno, dando a tutte le imprese interessate un tempo piuttosto ristretto (due mesi dalla data di pubblicazione) per adeguare il servizio offerto alle inefficienze e inadeguatezze segnalate. Lo scopo èquello di rendere i servizi di call center molto pi๠“user friendly”.

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IRAP non dovuta: cosa fare

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Sentenze della magistratura, circolari dell’Agenzia delle Entrate, prassi diffuse da qualche anno: per varie strade si èormai radicata l’idea che molti contribuenti (liberi professionisti e non solo) non siano dotati di autonoma organizzazione e dunque non siano soggetti passivi dell’IRAP.

Ma manca proprio la cosa pi๠importante: una legge che stabilisca concretamente chi èscluso dall’obbligo e come egli si debba comportare.

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Studi di settore, solo il 39% si adegua

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Sono stati diffusi in questi giorni i risultati statistici sulla dichiarazione dei redditi del 2008 riferita all’anno precedente. L’analisi pi๠interessante riguarda i soliti, famigerati studi di settore.

Com’ noto, qualora il reddito e il volume d’affari IVA dichiarati sono al di sotto dei minimi calcolati dal sofisticato software Gerico, il contribuente puಠscegliere di adeguarsi spontaneamente dichiarando quel tanto di redditi e di fatturato che manca per raggiungere la congruità , e di conseguenza pagando pi๠imposte, oppure farne a meno e prepararsi ad affrontare un possibile accertamento fiscale.

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Orari di apertura dei negozi: le deroghe

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L’intersecazione di leggi nazionali, delibere comunali e libere decisioni dell’esercente possono facilmente confondere le idee al singolo cittadino: èper questo che la legge impone che ogni esercizio commerciale debba segnalare tramite cartelli visibili al pubblico i giorni e gli orari di apertura e chiusura del negozio.

Tale norma ètanto pi๠utile quando ricorre una delle numerose ipotesi in cui la legge prevede regole particolari, in deroga rispetto ai principi generali già  descritti.

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Orari di apertura dei negozi: regole generali

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L’articolo 11 e seguenti del decreto legislativo 114/1998 (il Testo Unico sul Commercio) stabilisce alcuni paletti generali su giorni e orari di apertura degli esercizi commerciali di vendita al dettaglio, lasciando alcune competenze di dettaglio ai singoli Comuni.

All’interno degli spazi delimitati dalla legge e dal Comune di competenza, il singolo negoziante puಠpoi decidere liberamente gli orari di apertura al pubblico del locale; ovviamente il discorso riguarda solamente l’apertura al pubblico, mentre attività  lavorative di altro genere (come la tenuta dei libri contabili o la pulizia degli ambienti) possono essere eseguite quando il commerciante preferisce.

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Nuova tempistica per la trasmissione telematica dei corrispettivi

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Sta entrando in vigore proprio in questi giorni il dispositivo del provvedimento emanato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate lo scorso 12 marzo e rivolto a tutti gli operatori nel settore della grande distribuzione organizzata.

Questi soggetti, identificati con supermercati e ipermercati con superficie di vendita superiore a 250 metri quadrati (o solo 150 se situati in Comuni di popolazione inferiore a diecimila abitanti), possono optare per rinunciare alla tenuta del registro contabile dei corrispettivi e a certificare con ricevute e scontrini fiscali le cessioni, purchè trasmettano telematicamente i corrispettivi stessi all’Agenzia delle Entrate.

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Proroga per i versamenti da UNICO

Oltre alla proroga per i rimborsi legati all’IRAP, in questi giorni gran parte dei contribuenti sono interessati dal rinvio di un’altra scadenza fiscale, decisa con un decreto ministeriale di prossima pubblicazione ma il cui contenuto ègià  stato anticipato.

I contribuenti che presentano il modello UNICO sono tenuti a versare i saldi e gli acconti dei tributi che ne derivano (IRPEF, IRES, addizionali regionali e comunali, imposte sostitutive, contributi INPS) entro il 16 giugno, oppure entro il 16 luglio con la maggiorazione dello 0,4%.

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