Orari di apertura dei negozi: le deroghe

negozi-ponte-vecchio-firenze

L’intersecazione di leggi nazionali, delibere comunali e libere decisioni dell’esercente possono facilmente confondere le idee al singolo cittadino: èper questo che la legge impone che ogni esercizio commerciale debba segnalare tramite cartelli visibili al pubblico i giorni e gli orari di apertura e chiusura del negozio.

Tale norma ètanto pi๠utile quando ricorre una delle numerose ipotesi in cui la legge prevede regole particolari, in deroga rispetto ai principi generali già  descritti.

Orari di apertura dei negozi: regole generali

negozio_alimentari

L’articolo 11 e seguenti del decreto legislativo 114/1998 (il Testo Unico sul Commercio) stabilisce alcuni paletti generali su giorni e orari di apertura degli esercizi commerciali di vendita al dettaglio, lasciando alcune competenze di dettaglio ai singoli Comuni.

All’interno degli spazi delimitati dalla legge e dal Comune di competenza, il singolo negoziante puಠpoi decidere liberamente gli orari di apertura al pubblico del locale; ovviamente il discorso riguarda solamente l’apertura al pubblico, mentre attività  lavorative di altro genere (come la tenuta dei libri contabili o la pulizia degli ambienti) possono essere eseguite quando il commerciante preferisce.

Vendite in saldo e in liquidazione

vetrina-in-saldo

Il Testo Unico sul Commercio (D.Lgs. 114/1998) definisce alcune regole generali sulle varie ipotesi di vendita di merce a prezzi ridotti rispetto all’ordinario, demandando perಠagli enti locali il dettaglio sulle modalità  di svolgimento.

Il T.U., in particolare, descrive tre categorie di “vendite straordinarie” (saldi, liquidazioni, promozioni), tutte caratterizzate dal divieto di libertà  assoluta per i negozianti: a fini di tutela della concorrenza, e soprattutto di quelle piccole realtà  imprenditoriali che non potrebbero sopportare a lungo una battaglia sui prezzi, sono infatti fissati dei limiti precisi e delle salate sanzioni amministrative per chi li violasse.