Iscriversi all’albo degli avvocati spagnolo, vale anche in Italia

di Giuseppe Aymerich Commenta

L’esame di Stato per l’iscrizione all’albo degli avvocati gode in Italia di una sinistra fama: mediamente solo un candidato su quattro..

L’esame di Stato per l’iscrizione all’albo degli avvocati gode in Italia di una sinistra fama: mediamente solo un candidato su quattro riesce a superare la prova e a guadagnare il diritto di fregiarsi del prestigioso titolo.

Ma nonostante questo, il numero degli avvocati in Italia è molto alto: circa duecentodiecimila, con un incremento annuo di diecimila unità, tanto che il mercato è ormai saturo in quasi tutte le città.


Per questo motivo, l’Ordine forense sta valutando l’ipotesi di chiedere al Governo di imporre il numero chiuso e ad imporre severe forme di controllo sulla qualificazione e l’aggiornamento professionale.

Se dunque per gli aspiranti avvocati sembra prospettarsi un futuro sempre più difficile, c’è chi ha trovato una scappatoia perfettamente legale: in virtù degli accordi comunitari, chi è abilitato come avvocato in un altro Stato europeo, può richiedere automaticamente l’iscrizione anche in Italia, dribblando agevolmente non solo l’esame di Stato ma anche l’obbligatorio tirocinio biennale.


In particolare, è la Spagna il vero Belpaese degli aspiranti avvocati: la laurea italiana in Giurisprudenza è riconosciuta anche nel Paese iberico, dopodiché si diviene patrocinanti e, dopo tre anni, “abogados” a tutti gli effetti. É però richiesto il superamento di una decina di esami universitari integrativi, che comunque non appaiono proibitivi, anche per le similitudini linguistiche fra lo spagnolo e l’italiano.

Nel 2007 sono stati in 337 gli italiani che hanno richiesto all’ambasciata spagnola il riconoscimento della loro laurea in Legge, mentre nel 2008 il numero è salito a 594.

La pacchia, però, potrebbe non durare a lungo: nel 2011, con tutta probabilità, anche in Spagna sarà introdotto l’esame di Stato.

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