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Perché il bonus assunzioni 2026 agevolerà i contratti a tempo indeterminato

Occorre comprendere per quale ragione il bonus assunzioni 2026 agevolerà la stipula di nuovi contratti a tempo indeterminato. La Legge di Bilancio 2026 introduce una serie di misure strutturali e temporanee volte a mitigare il peso del “cuneo fiscale”, rendendo il contratto a tempo indeterminato un’opzione più sostenibile per il tessuto imprenditoriale italiano. L’obiettivo dichiarato è duplice: stabilizzare il precariato e favorire l’inclusione di categorie storicamente svantaggiate nel mercato del lavoro.

bonus assunzioni 2026
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Incentivi alla stabilità e focus sul Mezzogiorno attraverso il nuovo bonus assunzioni 2026

Il fulcro della manovra è rappresentato dagli sgravi contributivi per le assunzioni stabili effettuate durante tutto il 2026. Le imprese private che scelgono di attivare nuovi contratti a tempo indeterminato, o di trasformare rapporti a termine già esistenti, potranno beneficiare di una riduzione dei contributi previdenziali (con l’esclusione della quota INAIL).

Questa agevolazione mira a sostenere l’occupazione giovanile e femminile, con un potenziamento specifico per gli investimenti nella Zona Economica Speciale (ZES) del Mezzogiorno, area ritenuta prioritaria per il rilancio economico nazionale. Sono esclusi dal beneficio i profili dirigenziali, concentrando le risorse sulla forza lavoro operativa.

Il “Super Bonus” per le madri lavoratrici

Una delle innovazioni più rilevanti riguarda le madri con almeno tre figli (di cui il minore minorenne) che risultano disoccupate da almeno sei mesi. Per chi assume queste lavoratrici dal 1° gennaio 2026, è previsto un esonero contributivo totale (100%) fino a un tetto di 8.000 euro annui. La durata del bonus è modulata sulla qualità del contratto:

12 mesi per i contratti a tempo determinato;

18 mesi in caso di trasformazione da tempo determinato a indeterminato;

24 mesi per le assunzioni stabili dirette.

Conciliazione vita-lavoro e flessibilità

La manovra introduce anche un inedito incentivo per il part-time familiare. Le aziende che accolgono la richiesta di riduzione dell’orario (almeno del 40%) per dipendenti con tre o più figli conviventi otterranno uno sgravio fino a 3.000 euro all’anno per 24 mesi. Tale soglia temporale si estende fino al decimo anno di età del figlio minore, mentre diventa permanente in presenza di figli con disabilità, eliminando ogni limite anagrafico.

Strategia fiscale per le imprese in seguito al bonus assunzioni 2026

Sebbene questi incentivi non siano cumulabili con altri sgravi contributivi e non si applichino al lavoro domestico o all’apprendistato, resta ferma una grande opportunità: la compatibilità con la Maxi-deduzione del costo del lavoro (d.lgs. 216/2023). Le imprese potranno quindi sommare il risparmio immediato sui contributi mensili ai vantaggi fiscali in sede di dichiarazione dei redditi, ottimizzando sensibilmente il costo complessivo del personale.