Fallimento piano casa

Le prospettive erano ottime per il rilancio del settore dell’edilizia (si parlava di un giro d’affari potenziale intorno ai sessanta miliardi), ma dopo pi๠di un anno dalla sua entrata in vigore possiamo constatare come il cosiddetto “piano casa” sia miseramente fallito.

Il Governo aveva permesso una deroga sulle consuete norme urbanistiche, consentendo un ampliamento della volumetria degli edifici esistenti fino al 35%. La norma di legge, tuttavia, rinviava alle regole fissate da Regioni e Comuni per l’applicazione concreta, e non poteva essere diversamente dato che si tratta di una materia dove, per Costituzione, gli enti locali hanno larga voce in capitolo.

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Boom di tatuatori e organizzatori di eventi

Unioncamere fa sapere che nel mese di giugno 2010 si èavuto un piccolo incremento nel numero delle imprese registrate in tutta Italia: +0,2% su base annua.

Effettivamente, possiamo notare come il numero delle partite IVA attive in Italia, che si aggira intorno a otto milioni contando anche i liberi professionisti, non cessi di crescere, alimentato soprattutto dalle piccole aziende individuali.

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Laureati italiani: pochi e disoccupati

Le statistiche dell’OCSE non lascino troppi dubbi: l’Italia si classifica agli ultimi posti fra i Paesi avanzati sullo spinoso tema dell’istruzione universitaria.

Ad oggi, infatti, solamente il 2,4% della popolazione vivente vanta il sospirato diploma di laurea, contro il 33,5% dei cittadini statunitensi o il 14,7% dei giapponesi. Nè il Belpaese si riscatta concentrando l’attenzione sulle giovani generazioni, che hanno molte maggiori possibilità  dei genitori e dei nonni: oggi come oggi, infatti, soltanto un ragazzo su tre ottiene la laurea.

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ComUnica, bilancio dei primi quattro mesi

A partire dal primo aprile, dopo sei mesi di sperimentazione, èdivenuta obbligatoria e ineludibile la procedura di Comunicazione Unica delle notizie riguardanti le imprese e dirette verso i registri camerali, l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e l’INAIL.

Una via ineludibile, come si èdetto: ogni comunicazione relativa alla nascita, alle modifiche e alla cessazione della vita di un’azienda, infatti, deve ora passare (senza possibili alternative) attraverso l’invio di un pacchetto di files confezionato dal software ComUnica e inviato alla Camera di Commercio.

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Crollo delle sponsorizzazioni per lo sport

Tempi duri per lo sport italiano: le sponsorizzazioni languono.
Il problema riguarda certamente il calcio, che peraltro gode comunque di buona salute, data la sua immensa popolarità  nel nostro Paese. Ma concerne soprattutto gli altri sport, in cui il calo d’interesse delle aziende ètangibile.

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Aziende che usano il Lavoro a chiamata

Continuando a leggere l’analisi dell’Istat sull’impiego da parte delle aziende italiane dello strumento del lavoro a chiamata, scopriamo che la tipologia di imprese che vi ha fatto maggiore ricorso appartiene al settore degli alberghi e della ristorazione (60%), principalmente per far fronte ai picchi dei clienti nel periodo estivo e in quello natalizio; commercio, istruzione, sanità  e servizi sociali si contendono il 40% rimanente.

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Calano gli infortuni sul lavoro

Nel corso del 2009 gli infortuni sul lavoro si sono ridotti di numero, come ha recentemente precisato l’INAIL pubblicando una relazione sull’argomento.

Potrebbe perfino trattarsi di un effetto collaterale della crisi globale, che ha costretto molti impianti a chiudere i battenti o a ridimensionare l’attività , e quindi, paradossalmente, la crisi almeno una conseguenza positiva l’ha causata.

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Industria, forte ripresa degli ordini

L’ISTAT ha diffuso dati molto incoraggianti sulla ripresa del nostro sistema industriale. Con riferimento al mese di maggio 2010, infatti, gli ordini pervenuti alle aziende manifatturiere del nostro Paese sono cresciute del 3,2% rispetto al mese precedente e del 26,6% rispetto a dodici mesi prima.

Un dato trainato principalmente dagli ordinativi provenienti dall’estero: rispetto al maggio 2009, gli ordini provenienti da clienti stranieri sono cresciuti addirittura del 49,2%. E anche per il fatturato non ci si puಠproprio lamentare: in maggio la crescita su base annua èstata del 12,5%.

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Stato dell’assistenza ai cittadini non autosufficienti

Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha illustrato l’attuale situazione italiana riferita ai cittadini non autosufficienti per motivi di età  e/o salute, rivelando molte preoccupazioni se si guarda al futuro.

Secondo l’analisi del ministro, infatti, i cittadini che oggi hanno pi๠di sessantacinque anni sono il 20% della popolazione, ma supereranno il 33% entro i prossimi quarant’anni. Inevitabile, quindi, che la percentuale dei non autosufficienti sia destinata a crescere progressivamente, sebbene già  oggi lo stato dei conti pubblici sia in affanno. Circa l’1,13% del prodotto interno lordo, infatti, èimpiegato in questo settore.

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Picco petrolifero nel 2015?

Tutti sappiamo perfettamente che le risorse di petrolio del nostro pianeta, sebbene immense, non sono infinite; e per quanto le tecniche di estrazione e di raffinazione migliorino continuamente rendendo sempre pi๠ridotte le quantità  di greggio inutilizzabili, èinevitabile che presto o tardi il petrolio a disposizione dell’umanità  arrivi a conclusione.

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Rischio Ungheria sui mercati europei

Fra i Paesi dell’Europa centro-orientale, l’Ungheria èquello che attualmente sta raccogliendo le maggiori attenzioni degli investitori e delle banche europee.

Alcune settimane fa si paventಠil rischio di una situazione dei conti pubblici simile a quella greca, ipotesi fortunatamente smentita, ma rimane il fatto che la repubblica magiara non lascia dormire tranquilli gli investitori.

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Intramoenia, relazione sul 2009

Da alcuni anni vige una normativa dettagliata sull’attività  medica intramuraria (“intra moenia”), ossia svolta da medici dotati di partita IVA all’interno di appositi spazi ospedalieri messi a loro disposizione dalla ASL di competenza.

Gli scopi sono due: da un lato, mettere in campo un inedito meccanismo fiscale (i compensi sono pagati all’ospedale e da questi girati al medico) che impedisce prestazioni in nero; dall’altro, favorire una riduzione dei tempi di attesa per le visite.

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Divario ricchi e poveri in Italia

Da tempo immemorabile, gli italiani sono radicalmente convinti che nel nostro Paese i ricchi diventino sempre pi๠ricchi e i poveri sempre pi๠poveri, mentre il cosiddetto e sfuggente “ceto medio” tenda a spostarsi su posizioni via via pi๠modeste.

A sostegno di questi discorsi e a sfatare il dubbio che si tratti di semplici chiacchiere da bar intervengono alcune statistiche di cui ha dato recentemente conto il quotidiano “La Repubblica”.

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Analisi sugli immobili italiani

L’Agenzia del Territorio ha condotto per la seconda volta un’analisi complessiva sul patrimonio immobiliare presente nel nostro Paese.

I risultati dell’indagine, denominata molto semplicemente “Gli immobili in Italia”, sono stati presentati in una recente conferenza tenutasi a Roma.

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Scudo fiscale, i risultati finali

Il ministro Giulio Tremonti ha illustrato in Parlamento i risultati conclusivi dello scudo fiscale, operante fra il 15/09/2009 e il 30/04/2010.

In sintesi, in cambio di un’imposta sostitutiva (con aliquota oscillante fra il 5 e il 7%), coloro che avevano esportato e/o detenevano attività  di ogni tipo all’estero non dichiarate, hanno potuto rimettersi in regola rimpatriando o regolarizzando le stesse.

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