Non bisogna farsi eccessive illusioni poichè agosto èun mese particolarissimo (molte aziende chiudono per ferie o comunque rallentano la produzione, perciಠi dati sono inevitabilmente sfasati), ma, anche facendo la tara sui giorni di effettiva apertura, un margine ampiamente positivo rimane.
analisi
Diminuzione dei giovani amministratori

Precisiamo che col termine “giovani†l’indagine intende uomini e donne sotto i trent’anni; quanto al concetto di “amministratoriâ€, sono considerati anche i titolari di ditte individuali.
Costo diretto, industriale, pieno ed economico-tecnico
Il costo diretto considera solamente le componenti che, appunto, si riferiscono direttamente alla singola produzione (a partire dalle materie prime e dalla manodopera diretta): èun concetto largamente oggettivo ma altrettanto insufficiente per determinare il prezzo di vendita.
Le configurazioni del costo di prodotto
àˆ fin troppo ovvio segnalare che tale livello minimo altro non èche il costo sostenuto dall’azienda per realizzare il prodotto stesso: i ricavi, cioà¨, devono come minimo coprire tutti i costi di produzione.
Il punto di pareggio, o break-even-point
Pertanto, riuscire a vendere anche una sola unità di prodotto in pi๠rispetto al punto di pareggio significa chiudere l’esercizio in utile, mentre in caso contrario i costi avranno complessivamente superato i ricavi con conseguenti perdite in bilancio.
Costi per natura, speciali e comuni, diretti e indiretti
Il primo criterio èil pi๠semplice, intuitivo e oggettivo: la classificazione per natura. Distinguiamo, percià², i costi sulla base delle relative origini: costi del personale, di ricerca, per servizi professionali, per utenze eccetera. Ovviamente, possiamo scegliere se ripartire i costi in mille piccole voci omogenee oppure in grandi blocchi pi๠variegati. Va anche notato che tale ripartizione èagevolata dal fatto che in contabilità e in bilancio tutte le spese sono già classificate proprio per natura.
Il margine lordo di contribuzione
Il prezzo di vendita di un prodotto, naturalmente, deve coprire l’insieme dei costi (variabili e fissi) che sono stati sostenuti per realizzare il medesimo.
A parità di condizioni, èvidente che quanto pi๠i costi di natura variabile sono modesti, tanto pi๠èrilevante in proporzione il peso dei costi fissi.
Classificazione dei costi per discrezionalità e controllabilità
Uno di questi metodi distingue i costi sulla base del grado di discrezionalità che vi sovrintende. I costi parametrici, in particolare, sono quelli che sono sostenuti per motivi tecnici su cui c’ poco da decidere. Se per produrre due unità di Y occorre acquistare un’unità di X che costa 20 euro e il nostro obiettivo èprodurre 1.000 Y, si spenderanno in tutto 10.000 euro: e su questo costo c’ poco da trattare.
Costi fissi e variabili
Ipotizziamo un’azienda che acquista una materia prima X e la trasforma nel prodotto Y per rivenderlo a terzi. àˆ chiaro, quindi, che quanto pi๠Y vogliamo realizzare, tanto pi๠X dovremo acquistare, e dunque i relativi costi aumentano al crescere della produzione.
Classificazione costi di produzione
Medici e infermieri stranieri in aumento

Tuttavia, le nostre università non riescono a sfornare un numero di operatori sufficienti rispetto alla domanda: d’altronde, il percorso di studi èmolto lungo e selettivo.
Nidi aziendali, Italia indietro rispetto all’Europa

I primi nidi sorsero in Italia negli anni Cinquanta per opera di alcuni industriali “illuminatiâ€, come Olivetti e Falck; per una ventina d’anni, perà², si trattಠdi interventi episodici e rimessi alla volontà dei privati.
Mercato mondiale dell’auto

Fallimento piano casa

Il Governo aveva permesso una deroga sulle consuete norme urbanistiche, consentendo un ampliamento della volumetria degli edifici esistenti fino al 35%. La norma di legge, tuttavia, rinviava alle regole fissate da Regioni e Comuni per l’applicazione concreta, e non poteva essere diversamente dato che si tratta di una materia dove, per Costituzione, gli enti locali hanno larga voce in capitolo.
Boom di tatuatori e organizzatori di eventi

Effettivamente, possiamo notare come il numero delle partite IVA attive in Italia, che si aggira intorno a otto milioni contando anche i liberi professionisti, non cessi di crescere, alimentato soprattutto dalle piccole aziende individuali.
