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Analisi sugli immobili italiani

L’Agenzia del Territorio ha condotto per la seconda volta un’analisi complessiva sul patrimonio immobiliare presente nel nostro Paese.

I risultati dell’indagine, denominata molto semplicemente “Gli immobili in Italia”, sono stati presentati in una recente conferenza tenutasi a Roma.


A quanto èmerso, in Italia ci sono circa ventidue milioni di persone che possiedono un immobile, di cui oltre tredici con un’età  superiore ai cinquantuno anni; non vi sono grandi differenze fra uomini e donne, in nessun angolo del territorio, mentre la metà  dei proprietari risiede nel Settentrione (dove, d’altronde, risiede la metà  della popolazione italiana).

Il valore degli immobili varia profondamente dalle città  alla campagna, da Regione a Regione e da Nord a Sud. Il valore medio di un fabbricato èdi 1.579 euro a metro quadrato, ma èuna statistica poco significativa, se si considera che in Liguria si raggiunge la punta massima di 2.750 € /mq.

Ovunque, sia pure con misure differenti, si notano profonde differenze fra i valori di mercato degli immobili e quelli attribuitigli in catasto: la differenza media ètre volte superiore, ma si oscilla fra il valore minore del Molise (il doppio) e il valore massimo del Trentino Alto Adige (oltre il quadruplo).
Non èdunque un caso se si parla con grande frequenza (anche se per ora a livello puramente teorico) di una profondissima revisione e adeguamento del catasto, considerando che sui valori catastali si determinano diverse imposte, fra cui l’ICI.


Un’altra informazione appare particolarmente interessante: i proprietari di case dichiarano in tutto di affittarne 2,8 milioni, e un altro milione di famiglie vive in case popolari. Eppure le famiglie che dichiarano di essere in affitto sono 4,3 milioni: facile intuire, dunque, che almeno mezzo milione di contratti di locazione èad oggi totalmente sconosciuto al Fisco.