Licenziamento per denuncia sulla sicurezza infondata

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 7499 del 26 marzo 2013 ha confermato il licenziamento di un dipendente che aveva denunciato un allarme sulla sicurezza di un impianto presente in azienda, rivelatosi poi infondato sulla base dei successivi controlli da parte degli organi compenti.

Nel caso in esame, in particolare, il lavoratore di una società  di gestione di un inceneritore, avente qualifica di responsabile dei collaudi, delle verifiche e dei controlli dei lavori di natura specialistica, aveva denunciato che in occasione di un guasto alla caldaia egli non era stato avvisato, nonostante fosse il responsabile, e che i lavori di riparazione non erano stati eseguiti a regola d’arte, con concreti rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Leggi il resto

Periodo di comporto e licenziamento illegittimo

Il periodo di comporto èun periodo di tempo durante il quale il lavoratore dipendente puಠassentarsi dal lavoro per motivi di salute con diritto alla conservazione del posto di lavoro. Una volta superato tale periodo, il datore di lavoro èlegittimato a licenziarlo.

La durata del periodo di comporto èstabilita dal contratto collettivo nazionale di riferimento, ad esempio per i dipendenti pubblici èdi 36 mesi, di cui 18 mesi retribuiti e altri 18 mesi non retribuiti.

Leggi il resto

Assunzione per sostituzione lavoratore assente

Il lavoratore assunto a tempo determinato per sostituire un altro dipendente assente ma che ha diritto alla conservazione del posto di lavoro durante tale periodo (si pensi ad esempio al caso di una lavoratrice in congedo di maternità ) non deve essere necessariamente destinato allo svolgimento delle mansioni svolte dal lavoratore assente, potendo il nuovo lavoratore essere destinato anche ad altre mansioni, sulla base di quelle che sono le esigenze aziendali.

L’importante èche vi sia sempre una correlazione tra assenza ed assunzione a termine, nel senso che quest’ultima deve essere stata determinata dalla necesità  creatasi nell’azienda per effetto della prima.

Leggi il resto

Licenziamento legittimo in caso di assenze ripetute

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 6971 del 20 maggio 2013 ha respinto il ricorso presentato da una lavoratrice dipendente licenziata dalla coperativa presso cui era stata assunta a causa di ripetute assenze.

In particolare, nel caso specifico la lavoratrice, addetta alle pulizie, era stata assunta per svolgere le sue mansioni presso gli uffici della Regione Veneto a Venezia, tuttavia a causa della ristrutturazione in corso presso l’edificio che ospitava tali uffici era stata chiamata a svolgere la sua prestazione lavorativa presso la nuova sede di Mestre, secondo gli stessi orari di lavoro.

Leggi il resto

Infortunio in itinere e utilizzo del mezzo privato

L’infortunio in itinere, ossia l’infortunio che si verifica nel percorso che il lavoratore compie dalla sua abitazione al luogo di lavoro, non sussiste sempre e i diritti che ne conseguono sono subordinati ad una valutazione che comprende anche la tipologia di mezzo utilizzata per compiere tale percorso.

Al riguardo, in particolare, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 6725 del 18 marzo 2013 ha respinto il ricorso presentato da un lavoratore che aveva chiesto una rendita da infortunio in quanto, mentre stava percorrendo il tragitto casa-lavoro a bordo del suo motoveicolo, era stato coinvolto in un incidente a causa di un autoveicolo che aveva cambiato direzione in modo brusco e senza alcuna segnalazione.

Leggi il resto

Licenziamento per mancanza di mansioni equivalenti

In caso di soppressione di un posto di lavoro, l’azienda puಠprocedere al licenziamento del lavoratore dipendente che lo occupava qualora non esistano delle mansioni equivalenti e risulti pertanto impossibile ricollocarlo all’interno del contesto aziendale, non essendo il datore di lavoro obbligato a formare il dipendente in modo tale da renderlo idoneo allo svolgimento di altro tipo di mansioni.

A stabilirlo èstata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 5963 dell’11 marzo 2013, che ha quindi interpretato in maniera restrittiva la norma che prevede l’obbligo a carico dell’azienda di provare a ricollocare il dipendente qualora le sue mansioni dovessero essere soprresse.

Leggi il resto

Licenziamento illegittimo per denuncia illeciti in azienda

Il licenziamento del dipendente che denuncia presunti illeciti commessi dall’azienda per cui lavora èillegittimo.

A stabilirlo èstata la Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso presentato da un lavoratore dipendente, che insieme ad altri suoi cinque colleghi aveva denunciato alcuni illeciti commessi dalla società  presso la quale prestava servizio in relazione ad un appalto per la manutenzione di alcuni semafori, allegando all’esposto alcuni documenti aziendali e senza prima informare la società  stessa, la quale a sua volta aveva licenziato il dipendente per diffamazione.

Leggi il resto

evasione, concorso, rottamazione, agenzia delle entrate, spesometro 2017

Dichiarazione dei redditi sempre integrabile

La dichiarazione dei redditi inviata dal contribuente, anche per via telematica, puಠessere sempre integrata, a prescindere dal fatto che essa sia già  arrivata nella mani dell’amministrazione tributaria.

A stabilirlo èstata la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 6318 del 13 marzo 2013, in forza della quale la dichiarazione resa dal contribuente deve essere considerata un documento che in qualunque momento puಠessere corretto o integrato su esplicita richiesta del soggetto interessato.

Leggi il resto

Omessa valutazione stress da lavori ripetitivi

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 11062 dell’8 marzo 2013 ha giudicato il caso di un lavoratore addetto a lavori di pulizia che, mentre stava salendo le scale, ècaduto riportando lesioni guaribili in un tempo maggiore di quaranta giorni.

In tal caso, in particolare, il datore di lavoro èstato giudicato colpevole non solo di non aver previsto il rischio di possibili cadute dall’alto e quello di posture incongrue ma anche di aver omesso di valutare i rischi derivanti dallo stress da lavoro ripetitivo.

Leggi il resto

prelievo,paradiso fiscale, soldi, dichiarazioni

Limiti al sequestro dei beni aziendali per evasione fiscale

In caso di indagine per evasione fiscale a carico di un’azienda il pubblico ministero puಠchiedere il sequestro preventivo dei beni aziendali strettamente connessi al reato, sottraendoli cosଠalla disponibilità  dell’indagato. Tuttavia, trattandosi di una misura piuttosto invasiva, èsottoposta ad alcuni limiti.

In base a quanto stabilito dall’art. 321 del codice penale, infatti, il pubblico ministero puಠinoltrare al giudice per le indagini preliminari apposita richiesta, che potrà  essere da questi accettata, con conseguente disposizione del sequestro preventivo a mezzo di a mezzo di decreto motivato, solo nel caso in cui sussista un concreto pericolo di reiterazione del reato o di commissione di nuovi reati se il bene rimanesse nella disponibilità  dell’indagato oppure nel caso in cui il bene stesso sia dotato di pericolosità  intrinseca.

Leggi il resto

Indennità  avviamento commerciale e prova del contatto con il pubblico

In caso di scioglimento del contratto di locazione commerciale per volontà  del locatore, il conduttore ha diritto all’indennità  per la perdita dell’avviamento commerciale, pari a 18 mensilità , oppure a 21 mensilità  in caso di attività  alberghiera.

Tale indennità  èdovuta solo nel caso in cui nel locale oggetto del contratto di locazione commerciale viene svolta un’attività  che comporta un contatto diretto con il pubblico.

Leggi il resto

Licenziamento legittimo se si rivela che la società  sta per chiudere

Tra le ipotesi di licenziamento legittimo c’èanche quella che si configura nel caso in cui il dipendente diffonda notizie interne all’azienda che devono intendersi come riservate, come ad esempio la chiusura a breve della società , soprattutto se la notizia arriva alle orecchie dei clienti.

A stabilirlo èstata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 4859 del 27 febbraio 2013, secondo cui una simile condotta va a compromettere irrimediabilmente il rapporto di fiducia che deve necessariamente intercorrere tra lavoratore e datore di lavoro.

Leggi il resto

Demansionamento legittimo se mansioni inferiori non prevalgono

La normativa attualmente in vigore sancisce il divieto di adibire il lavoratore a mansioni inferiori a quelle per le quali èstato assunto, fatta eccezione per le deroghe al divieto di demansionamento esplicitamente previste.

Al riguardo, tuttavia, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 4301 del 22 febbraio 2013 ha sancito la possibilità  di adibire un lavoratore dipendente a mansioni inferiori, purchèrisulti prevalente l’espletamento di quelle corrispondenti al suo livello di inquadramento.

Leggi il resto

Licenziamento e patteggiamento del reato

Il licenziamento intimato ad un lavoratore che patteggia la pena èlegittimo solo nel caso in cui l’azienda riesca a provare il venir meno del rapporto fiduciario.

A stabilirlo èstata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 3912 del 18 febbraio 2013, con la quale èstato respinto il ricorso presentato da un’azienda, la quale sosteneva che ai fini del licenziamento disciplinare la sentenza di patteggiamento dovesse considerarsi equiparata ad una sentenza di condanna.

Leggi il resto