
Il dazio da pagare per ottenere la riapertura del cantiere, tuttavia, èsolo aggiuntiva e di entità molto minore rispetto alle sanzioni che comunque si applicano in tutti i casi di impiego di lavoratori irregolari, nei cantieri o altrove.

Il dazio da pagare per ottenere la riapertura del cantiere, tuttavia, èsolo aggiuntiva e di entità molto minore rispetto alle sanzioni che comunque si applicano in tutti i casi di impiego di lavoratori irregolari, nei cantieri o altrove.

Con la circolare n. 33, il ministero del Welfare ha richiamato il quadro sanzionatorio oggi vigente, rivolgendo principalmente l’attenzione al settore edilizio, dove illeciti e rischi sono pi๠presenti come visto anche nel Testo Unico sulla Sicurezza Lavoro.

I punti salienti della nuova procedura saranno: ruolo centrale sottratto alle ASL e affidato all’INPS; informatizzazione; tempi rapidi (l’obiettivo èchiudere la pratica in 120 giorni, contro i 345 necessari mediamente oggi).
Contro questa situazione, il ministero del Welfare ha appontato due strategie complementari: da un lato si intensificheranno i controlli (centomila sono quelli programmati per il 2010, su una platea complessiva di due milioni e mezzo di cittadini) e dall’altro si istituirà , a partire dal primo gennaio, una nuova procedura per il riconoscimento dell’invalidità (su cui torneremo nel prossimo articolo).
L’articolo 1284 del codice civile attribuisce al ministro delle Finanze il compito di determinare il saggio d’interesse legale, aggiornandolo periodicamente sulla base del tasso d’inflazione e del rendimento dei titoli di Stato; e poichè questo tasso di riferimento, oggigiorno, èmolto basso come effetto diretto della recessione in corso, anche il ministero ha dovuto prenderne atto.

Il programma in questione consiste fondamentalmente in una gigantesca banca-dati, a livello nazionale, in cui affluiscono i dati utili da cui pescare per ricostruire induttivamente il reddito dei sospetti evasori (il meccanismo noto a tutti come “redditometroâ€).

Il discorso, perà², vale principalmente per i grandi elettrodomestici: televisori, frigoriferi, lavatrici ecc. Al contrario, i beni per la casa di minori dimensioni (e minor prezzo) non solo non paiono accusare pi๠di tanto il colpo, ma al contrario hanno visto le rispettive vendite crescere lentamente anche nel corso del disastroso 2009.

Sono molti gli utenti che perಠci chiedono un esempio pratico di contratto a progetto ed èper questo che abbiamo pensato di caricare sul portale anche un vero fac-simile di un contratto realmente usato in una impresa italiana.

Dal 2001, invece, essi sono stati assimilati al lavoro dipendente, cui di fatto presentano maggiori somiglianze.
Quest’assimilazione comporta numerose conseguenze degne di nota. Il committente, innanzitutto, riveste fiscalmente il ruolo di sostituto d’imposta: ciಠsignifica che dovrà apportare trattenute fiscali e previdenziali per conto del lavoratore sulla sua busta-paga. Anche per i co.co.pro., dunque, stipendio lordo e stipendio netto sono valori ben distinti.

Oltre a questi dettagli, il contratto deve indicare anche la durata del rapporto di lavoro e la retribuzione attribuita al collaboratore, che deve essere proporzionata alla quantità e qualità della prestazione.

La conseguenza inevitabile èche egli, esattamente, come un lavoratore autonomo, non vanta alcun diritto di pausa dal lavoro di quelli attribuiti al dipendente: niente ferie, niente permessi, niente congedi, niente riposo settimanale, niente festività .

Si registrano, poi, incrementi contrattuali pi๠elevati a novembre su base annuaper quanto riguarda servizi di smaltimento rifiuti, acqua e metalmeccanica, intorno al 4,2%, commercio e alimentari bevande e tabacco 4%, ministeri 3,8%.

Quella del collaboratore, per usare i corretti termini giurisprudenziali, èun’obbligazione di risultato (come per i professionisti) e non di mezzi (come per i dipendenti): questo significa che il co.co.pro. deve portare a termine il progetto affidatogli nei tempi e con i mezzi da lui stesso scelti in assoluta autonomia.


Con questo intento, il Consiglio dei Ministri ha licenziato tramite decreto legislativo il testo del Codice Agricolo, che ora passerà all’esame del Consiglio di Stato, delle commissioni parlamentari e delle associazioni imprenditoriali. Se non ci dovessero essere sorprese, il Codice dovrebbe entrare definitivamente in vigore nel prossimo febbraio.