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Pro-rata di detraibilità (seconda parte)
Per determinare quanta IVA addebitata dai fornitori è possibile recuperare per chi esegue in tutto o in parte operazioni esenti, occorre innanzitutto determinare l’imposta “teoricamente detraibile”, ossia quella che si detrarrebbe se non ci fossero ulteriori complicazioni.
Ci riferiamo, dunque, all’imposta a monte totalmente o parzialmente recuperabile secondo le ordinarie regole sulla detraibilità. Una volta determinata questa quantità, l’applicazione del pro-rata di detraibilità consente di individuare l’esatto ammontare che potremo confrontare con l’IVA a debito per il calcolo finale.
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Pro-rata di detraibilità (prima parte)
Per rientrare nel campo di applicazione dell’IVA, un’operazione deve consistere in una cessione di beni o prestazione di servizi eseguita sul suolo italiano nell’esercizio di impresa, arte o professione.
La presenza dei requisiti descritti (soggettivo, oggettivo e territoriale) rende un’operazione imponibile; laddove però sussistessero motivi socio-politici tassativamente indicati dalla legge (principalmente l’art. 10 del DPR 633/1972), l’operazione è esente dall’imposta: esempi tipici sono le prestazioni sanitarie, quelle didattiche, quelle assicurative.
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Cessioni di beni per cui non fu detratta l’IVA (prima parte)
Alcune norme fiscali sono molto tecniche, e in genere non sono molto rilevanti per i non addetti ai lavori. La regola che analizziamo oggi, però, pur essendo piuttosto complessa, ha un raggio d’applicazione che capita frequentemente nella vita di imprese e professionisti, ed è bene dunque chiarire qualche aspetto.
Talvolta al soggetto passivo capita di rivendere a terzi un bene strumentale per il quale, a suo tempo, l’IVA non era stata detratta (totalmente o parzialmente). La successiva cessione di questo bene va assoggettata all’imposta sul valore aggiunto oppure no?
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Detrazione IVA su fatture false, la prova spetta al contribuente
L’ emissione di fatture false al fine di procurare un vantaggio in termini di risparmio fiscale a favore del ricevente è una delle più comuni fattispecie illecite del nostro ordinamento tributario, e per questo motivo è sanzionata pesantemente, indipendentemente dagli importi.
Ma cosa avviene per l’imposta sul valore aggiunto? La soluzione confermata costantemente negli anni dalla magistratura tributaria è semplice e intuitiva, nell’ottica di punire entrambe le parti fraudolente in causa.
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