Modulo richiesta permessi

La legge prevede la possibilità  per il lavoratore di chiedere dei permessi al proprio datore di lavoro in presenza di determinate circostanza previste dal contratto collettivo nazionale di riferimento.

In tali casi, dunque, il lavoratore deve presentare al datore di lavoro una richiesta scritta per poter usufruire di tali permessi, in modo tale da consentire a questi di venire a conoscenza del periodo di tempo in cui il lavoratore sarà  assente e di organizzare al meglio la gestione aziendale, eventualmente provvedendo alla sua sostituzione.

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Nomina del medico competente

Il D. lgs. 81/08 prevede i casi in cui il datore di lavoro deve nominare un medico competente, in particolare l’obbligo sussiste in tutti quei casi in cui il lavoratore risulta esposto a rischio chimico, a rumori, vibrazioni, èaddetto alla movimentazione manuale dei carichi oppure èsposto ad amianto, piombo o agenti pericolosi.

La nomina del medico competente èobbligatoria anche nel caso in cui il datore di lavoro abbia alle proprie dipendenze dei lavoratori notturni oppure dei lavoratori che utilizzano i videoterminali per oltre 20 ore alla settimana.

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Modulo richiesta ferie

La legge prevede per ciascun lavoratore il diritto ad un periodo di ferie retribuito la cui durata viene generalmente stabilita dal Contratto collettivo nazionale di riferimento.

Riguardo al periodo di fruizione delle ferie, questo viene generalmente concordato dal datore di lavoro insieme con il lavoratore, in quanto occorre tenere conto sia delle esigenze organizzative dell’azienda che degli interessi del prestatore di lavoro.

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Modulo denuncia infortunio sul lavoro INAIL

In caso di infortunio sul lavoro con prognosi che prevede l’astensione dal lavoro per pi๠di tre giorni, il datore di lavoro ha l’obbligo di presentare alla sede INAIL territorialmente competente la denuncia di infortunio entro due giorni da quello in cui ha ricevuto il primo certificato medico.

Dopo aver presentato denuncia all’INAIL il datore di lavoro deve consegnare una copia di tale denuncia all’Autorità  locale di P.S. del luogo dove èavvenuto l’infortunio o, in caso di assenza di tali uffici, al Sindaco del posto.

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Obbligo di motivazione contratto a tempo determinato

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 14283 del 28 giugno 2011 ha precisato che in capo al datore di lavoro sorge sempre l’onere di provare le condizioni che giustificano l’apposizione di un termine al contratto di lavoro.

La Corte, in particolare, ha ricordato che nonostante l’esistenza della legge n. 56 del 1987 che demanda alla contrattazione collettiva la possibilità  di individuare nuove ipotesi di apposizione di un termine alla durata del rapporto di lavoro oltre a quelle già  previste dalla legge, il datore di lavoro deve sempre poter giustificare con prove concrete le motivazioni che hanno portato all’apposizione di un termine di durata, anche quando l’ipotesi contemplata èprevista dal contratto collettivo di riferimento.

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Liberalizzazione delle professioni

La proposta di liberalizzazione delle professioni originariamente inserita nella manovra correttiva triennale potrebbe diventare nel corso dei prossimi giorni una proposta di legge avente ad oggetto una vera e propria riforma delle professioni.

La potenziale riforma interessa determinate categorie di professionisti, tra cui figurano in prima linea i commercialisti e gli avvocati che per poter esercitare la loro professione non sarebbero pi๠obbligati a sostenere l’esame di Stato.

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Differenza tra infortunio e malattia professionale

La malattia professionale e l’infortunio sul lavoro vengono spesso confusi, tuttavia si tratta di due eventi completamente differenti l’uno dall’altro.

Caratteristica imprescindibile dell’infortunio sul lavoro, infatti, èuna causa violenta verificatasi durante l’attività  lavorativa e che causa la morte del lavoratore oppure un’inabilità  che puಠessere permanente assoluta se causa l’inabilità  al lavoro per tutta la vita, permanente parziale se causa un’inabilità  al lavoro superiore al 15% e per tutta la vita oppure temporanea assoluta se l’infortunio impedisce per pi๠di tre giorni lo svolgimento dell’attività  lavorativa.

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Modello richiesta aspettativa non retribuita

Il lavoratore ha la possibilità  di chiedere un’aspettativa non retribuita per motivi personali o di studio, sulla base di quanto previsto dagli articoli 4 e 5 della Legge n.53 del 2000.

Qualora ne ricorrano i presupposti, dunque, per ottenere un periodo di aspettativa durante il quale non si ha diritto alla retribuzione ma solo alla conservazione del posto di lavoro, il lavoratore deve presentare al proprio datore di lavoro una lettera in cui avanza tale richiesta, specificandone i motivi. Di seguito un esempio di richiesta di un periodo di aspettativa non retribuito.

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Aspettativa non retribuita per motivi personali o di studio

La legge prevede che in determinati casi il lavoratore puಠchiedere al proprio datore di lavoro un periodo di aspettativa, la cui durata èstabilita dalla legge stessa e durante il quale non ha diritto alla retribuzione ma solo alla conservazione del posto di lavoro.

Le ipotesi in cui il lavoratore puಠchiedere un periodo di aspettativa non retribuita sono previste dalla Legge n.53 del 2000 e riguardano i congedi per eventi e cause particolari e i congedi per la formazione.

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Calcolo tredicesima colf o badante

Anche i lavoratori domestici come colf e badanti, alla pari delle altre categorie di lavoratori dipendenti, hanno diritto alla tredicesima, che come di consueto deve essere corrisposta a dicembre.

Cosଠcome avviene per il calcolo del TFR colf o badante, per il calcolo della busta paga colf e badante e per il calcolo dei contributi per la colf o la badante, anche per la tredicesima il datore di lavoro puಠfacilmente calcolare la retribuzione aggiuntiva spettante al dipendente in maniera piuttosto semplice.

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Periodo di prova colf e badanti

In caso di assunzione di lavoratori domestici èprevisto un periodo di prova, proprio come già  avviene per tutte le altre categorie di lavoratori dipendenti.

In questo caso la durata del periodo di prova dipende dai livelli di inquadramento colf e lavoratori domestici applicati, in particolare il periodo di prova èpari a 30 giorni per la qualifica pi๠elevata, ossia livello D e D super, mentre èpari a 8 giorni per le qualifiche inferiori (livelli A, B e C).

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Calcolo TFR maturato

Il trattamento di fine rapporto, comunemente chiamato TFR o liquidazione, èdisciplinato dall’art. 2120 del Codice Civile, che stabilisce anche le modalità  di calcolo della somma di denaro che deve essere corrisposta al lavoratore subordinato in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

La norma stabilisce che il calcolo avviene moltiplicando una quota pari allo stipendio annuo percepito al momento della cessazione del rapporto di lavoro per gli anni di servizio e dividendo il tutto per 13,5. La quota deve essere proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno, inoltre viene considerato come mese intero la frazione di mese uguale o superiore a 15 giorni.

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Conciliazione e arbitrato dopo il collegato lavoro

La legge n.183 del 4 novembre 2010, meglio conosciuta come riforma Sacconi, ha ridefinito completamente la procedura di conciliazione e arbitrato in caso di controversie sul lavoro.

Dopo la riforma, infatti, il tentativo di conciliazione prima del ricorso al giudice non èpi๠obbligatorio ma diventa facoltativo in caso di mancata certificazione dei contratti di lavoro, di conseguenza sia nel settore pubblico che in quello privato le parti possono scegliere di ricorrere direttamente al giudice.

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Prescrizione indennità  ferie non godute

L’indennità  che viene corrisposta al lavoratore in caso di ferie o permessi non goduti ha una prescrizione decennale in quanto ha natura risarcitoria e non retributiva.

A stabilirlo èstata la Corte di Cassazione con sentenza n. 10341 dell’11 maggio 2011, con la quale ha riconosciuto natura risarcitoria all’indennità  spettate al lavoratore in caso di ferie o permessi non goduti alla luce del fatto che si tratta di un inadempimento contrattuale del datore di lavoro e che èquindi tenuto al risarcimento del danno.

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Straordinario colf o badante

Il datore di lavoro di colf o badanti ha la possibilità  di chiedere al lavoratore domestico una prestazione lavorativa oltre l’orario stabilito, a titolo quindi di lavoro straordinario obbligatorio, fatta salva l’ipotesi in cui questo sia impossibilitato a svolgerla per giustificato motivo.

Viene qualificato come lavoro straordinario, ricordiamo, quello che viene svolto oltre il numero di ore giornaliere o settimanali previste dal contratto, a meno che il prolungamento non sia stato concordato per il recupero delle ore non lavorate.

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