Come redigere il curriculum vitae

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Per motivi opposti a quelli descritti, un curriculum vitae non deve nemmeno essere troppo breve: esso offrirebbe non solo l’immagine di un lavoratore completamente inesperto ma anche di un documento redatto con sciatteria e scarsa attenzione; e nessuno èdisposto ad assumere un lavoratore cosଠpigro da non prestare cura nemmeno ai propri interessi.

Se proprio non si hanno troppe esperienze da enumerare, ci si concentri sugli aspetti formativi (studi compiuti, eventuali corsi seguiti…), o, alla peggio, sulle note di natura caratteriale.

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Versioni di curriculum vitae

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Oltre che nel contenuto, la forma di un Curriculum Vitae assume connotati fondamentali per riuscire ad acquisire credito presso il destinatario: sintesi e completezza, correttezza grammaticale, capacità  di evidenziare gli aspetti pi๠interessanti sono ormai elementi imprescindibili per sperare che il proprio documento riesca ad emergere rispetto alla massa di quelli inviati giorno dopo giorno.

Da molto tempo sono state emanate dall’Unione Europea alcune linee-guida, progressivamente aggiornate, mediante le quali redigere il proprio curriculum vitae.

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Art promoter, una professione del Duemila

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Musei, monumenti, centri storici e siti archeologici non sono pi๠soltanto lo sbocco occupazionale tipico degli esperti di storia, arti e letteratura.

Da qualche tempo, infatti, ci si èresi conto che per far arrivare i turisti non èsufficiente disporre di un patrimonio culturale all’altezza ma anche avere la capacità  di promuoverli, renderli noti, accrescerne il fascino agendo sotto diversi punti di vista.

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Ricevuta bancaria detta anche Ri.Ba.

Le ricevute bancarie (chiamate spesso Ri.Ba.) sono un documento utilizzato nelle transazioni commerciali che negli ultimi anni hanno ricevuto una notevole diffusione.

In sostanza, hanno la medesima funzione di una comune ricevuta: un creditore riconosce al debitore che il saldo della somma dovuta èavvenuto. Ma lo schema èun po’ pi๠complesso, perchè in questo caso entra in gioco anche la banca d’appoggio del fornitore.

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Crediti e debiti in valuta estera

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Nella vita delle imprese capita spesso che le transazioni commerciali non siano liquidate immediatamente, bensଠa distanza di settimane o mesi. Se il fornitore o cliente èitaliano, o comunque èresidente in un Paese comunitario aderente all’euro, non si pongono in realtà  particolari problemi.

Pi๠complesso, semmai, èil discorso che si pone quando il credito o debito con la controparte sorge in valuta estera: sterline, dollari, rubli eccetera. In questo caso, infatti, si applicano regole ben diverse in ambito civilistico-contabile rispetto all’ambito fiscale.

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La procedura della class action

Se i consumatori ritengono di vantare dei diritti come quelli descritti nei confronti di un’impresa, possono avviare la class action, come soluzione giudiziaria alternativa rispetto alle consuete cause di risarcimento di stampo individuale.
Ovviamente, aderendo ad una class action non èconsentito nè avviare una successiva procedura individuale nè proseguirne una già  in essere.

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Class action, a luglio si parte

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Prevista nel 2006 e già  rinviata infinite volte, sembra che la normativa sulle azioni collettive di risarcimento (le famose “class actions”) sia ormai definita sotto tutti gli aspetti e sia dunque pronta a trovare applicazione già  oggi, sebbene l’ultimo decreto milleproroghe abbia fissato la data di avvio al prossimo primo luglio.

La class action èl’azione giudiziaria con la quale una pluralità  di consumatori fa fronte comune contro un’unica controparte per un medesimo diritto violato.

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Alcune riflessioni sull’IVA per cassa

Negli ultimi mesi, gli esperti tributari hanno valutato pro e contro del nuovo sistema di esigibilità  dell’imposta, che puಠa buon diritto essere considerata una mezza rivoluzione in tema di IVA.

Un aspetto molto sottolineato èla necessità  di tenere sotto controllo l’andamento del volume d’affari, per assicurarsi non solo “se” ma anche “quando” si dovesse superare la soglia dei duecentomila euro.

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IVA per cassa al debutto

Dopo l’approvazione comunitaria e la pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta Ufficiale, èdivenuto definitivo il regime di esigibilità  differita dell’imposta sul valore aggiunto, la cosiddetta “IVA per cassa”.

In estrema sintesi, esso consiste nella possibilità  di rinviare l’insorgenza del debito IVA dal momento dell’emissione della fattura al momento in cui si percepirà  l’incasso, fino ad un termine massimo di un anno dalla data di emissione, e solo purchè il cessionario sia a sua volta titolare di partita IVA.

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Mettere in mora il creditore

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Tutti sanno che un debitore che non paga quanto dovuto puಠessere giudicato moroso con tutte le sgradevoli conseguenze (come i pignoramenti).

Molto pi๠rara e inaspettata èl’ipotesi che sia il creditore a correre il rischio di essere messo in mora: si verifichi cioèla situazione in cui il debitore, in totale buona fede, vorrebbe adempiere alla prestazione dovuta ma non puಠottemperare perchè il creditore non lo mette in condizione di farlo.

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Efficacia probatoria delle scritture contabili

Gli articoli 2709 e 2710 del Codice Civile stabiliscono scrupolosamente se e fino a che punto le scritture contabili acquisiscono rilievo all’interno di un processo civile. Esse, infatti, possono costituire prova sia a favore che contro l’imprenditore, ma con una differenza sostanziale.

L’imprenditore, infatti, puಠimpiegarle nelle sue cause contro i terzi solo quando siano state rigorosamente rispettate le regole formali sulla loro tenuta: dunque, niente interlinee, niente abrasioni, niente spazi in bianco e cosଠvia.

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Modello 730: le date da non dimenticare

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Siamo ormai agli sgoccioli della prima data utile per quei soggetti (pensionati e lavoratori dipendenti o parasubordinati) che, avendone la possibilità , decidono di presentare la dichiarazione dei redditi mediante il Modello 730, i cui pregi principali sono la semplicità  di compilazione e, in caso di crediti d’imposta richiesti a rimborso, la possibilità  di ottenerli in pochi mesi.

Coloro che infatti intendono rivolgersi al proprio sostituto d’imposta (purchè costui si sia reso disponibile a tale servizio per i dipendenti) devono consegnare il 730 compilato entro giovedଠ30 aprile.

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Casi particolari di fallimento

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Non tutti sanno che l’imprenditore commerciale puಠessere dichiarato fallito… anche da defunto. La procedura fallimentare, infatti, puಠessere avviata entro un anno dalla morte dell’imprenditore, allorchè risulti che l’impresa versasse in stato d’insolvenza quando egli era in vita.

E nemmeno la cessazione dell’attività  puಠmettere al riparo dalle decisioni del tribunale: in presenza di tutti i requisiti, infatti, l’impresa puಠessere dichiarata fallita entro l’anno successivo alla cancellazione dal Registro delle Imprese. Indispensabile, dunque, provvedere tempestivamente a tale cancellazione per evitare sorprese a distanza di molto tempo.

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Fallimento e stato d’insolvenza

Al contrario degli altri requisiti, lo stato di insolvenza non èdescritto nel dettaglio dal legislatore. Data l’estrema varietà  dei casi della vita, infatti, si lascia che sia il giudice a valutare concretamente, sulla base degli elementi effettivi, quando intervenga l’insolvenza.

Essa, in linea di massima, puಠessere descritta come la situazione in cui sia dimostrato che l’imprenditore nel medio-lungo periodo non sarà  in grado di ottemperare alle sue obbligazioni, sempre che non lo sia già  oggi.

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Fallimento piccolo imprenditore

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La procedura fallimentare èmolto lunga e onerosa: per questo la legge la considera utile per i vari portatori d’interesse solo quando l’impresa sia di medie o grandi dimensioni.

Per le aziende minori, invece, non ne vale sostanzialmente la pena e per soddisfare i creditori appaiono pi๠utili le ordinarie procedure esecutive individuali.

La legge, percià², esclude che il “piccolo imprenditore” sia suscettibile di fallimento. Ma chi èil piccolo imprenditore? Questa definizione ècambiata molte volte, e solo le nuove regole entrate in vigore dal primo gennaio 2008 dovrebbero essere quelle definitive.

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