La liquidazione delle società : i bilanci

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Immaginiamo che la liquidazione trovi avvio il venti aprile.

Il codice civile non impone in alcun modo di spezzare l’esercizio in due tronconi (1 gennaio – 19 aprile e 20 aprile – 31 dicembre) e di redigere due bilanci separati (come vedremo, discorso ben diverso si applica in ambito fiscale). Se ciಠviene attuato ugualmente, come spesso avviene, èsolo una scelta di valenza pratica, informale.

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La liquidazione delle società : il ruolo degli amministratori

Gli amministratori hanno l’obbligo di reagire immediatamente al presentarsi di una causa estintiva. Se si tratta della decisione di scioglimento deliberata dai soci, si tratterà  di depositare senza indugio per l’iscrizione nel Registro delle Imprese il contenuto della delibera; se si tratta di altra causa, essa dovrà  rilevata e “certificata”, se cosଠsi puಠdire, da una riunione del consiglio di amministrazione, e tale attestazione, a sua volta, dovrà  essere registrata, sempre senza indugio.

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La liquidazione delle società : la causa estintiva

Tutte le società  di capitali (società  per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità  limitata) prima o poi giungono alla fine della loro esistenza. L’estinzione vera e propria avviene con la cancellazione dal registro delle imprese: ma prima di arrivare a questo passo conclusivo, si segue una procedura complessa, la liquidazione, costituita da diverse fasi le cui caratteristiche sono stabilite dalla legge.

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Troppe tasse sui redditi da lavoro

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Si ritorna a parlare, ancora una volta, di introdurre una tassazione sostitutiva sui redditi da locazione. Attualmente essi sono dichiarati per l’85% (il rimanente èsente) e sommati agli altri redditi, per formare l’ordinaria base imponibile IRPEF.

La soluzione alternativa di cui si parla con insistenza èinvece quella di tassarli a parte, applicando un’aliquota sostitutiva del 20%, come misura contro l’evasione fiscale, assai diffusa in questo settore.

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Contribuenti minimi e IRAP, chiarimento sulle componenti pendenti

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I cosiddetti “contribuenti minimi” ammessi al nuovo regime contabile del “forfettone” a partire dal periodo d’imposta 2008 devono chiudere i conti col passato non solo per quanto riguarda l’imposta sui redditi ma – secondo le medesime regole – anche per l’IRAP.

La legge, infatti, stabilisce che alcune componenti reddituali, positive e negative, sono ripartite fra pi๠esercizi nel calcolo del reddito eseguito secondo le regole ordinarie: per esempio, le plusvalenze derivanti dalla cessione di beni strumentali posseduti da almeno tre anni possono essere ripartite nella tassazione fino a cinque annualità .

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L’ENAC segnala la crisi del comparto aereo

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L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, nel suo rapporto annuale sullo “stato di salute” del settore aeronautico, mette in evidenza le gravi difficoltà  in cui anche questo comparto si dibatte di questi tempi.

Dal 2002 in poi, infatti, il traffico aereo di passeggeri e merci ha registrato un costante aumento, almeno fino al 2007. Il 2008, invece, ha segnato per la prima volta dopo anni dei decrementi: -1,8% nel traffico passeggeri e -9,9% nel traffico merci.

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Vendite con e senza incanto dei beni pignorati (II)

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Il termine “incanto” èsinonimo di asta: le vendite con incanto, cioà¨, altro non sono che le famose aste giudiziarie. Fissata una base d’asta, chiunque intenda partecipare deve depositare una cauzione pari almeno al 10% della stessa.

Anche in questo caso, a chi ha proposto l’offerta pi๠alta, il bene èaggiudicato provvisoriamente.
Ma quando si arriva all’aggiudicazione definitiva? Ci sono varie possibilità .

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Vendite con e senza incanto dei beni pignorati (I)

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Esistono due strade per trasformare i beni pignorati in denaro liquido con cui ripagare l’Erario o gli altri creditori che hanno richiesto tale procedura contro un debitore insolvente: la vendita con incanto e quella senza incanto.

Questa seconda strada si èrivelata negli anni la pi๠proficua e veloce, nonchè quella che maggiormente riesce ad avvicinare e moltiplicare i potenziali acquirenti e a sottrarre le vendite giudiziarie alle cerchie di speculatori che da sempre le affollano.

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Disciplina del pignoramento (IV)

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Si ègià  accennato al fatto che al cittadino èriconosciuto il diritto di opporsi quando singoli atti della procedura esecutiva non si svolgano secondo le forme e i limiti stabiliti dalla legge. Ma anche quando la procedura fosse minuziosamente corretta, il debitore ha comunque la possibilità  di opporsi al pignoramento dei suoi beni.

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Disciplina del pignoramento (III)

Non tutti i beni sono suscettibili di pignoramento. La legge stabilisce infatti che l’ufficiale giudiziario o chi per lui pignori innanzitutto le somme di denaro liquido, gli assegni e altri titoli di credito, i gioielli e gli altri eventuali beni che appaiano di sicura e proficua realizzazione.
Se il pignoramento riguarda beni mobili, sarà  lo stesso ufficiale giudiziario a scegliere quali beni sottoporre a pignoramento.

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Disciplina del pignoramento (II)

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Il pignoramento èil momento topico del procedimento esecutivo: esso puಠessere compiuto verso beni immobili, beni mobili registrati (veicoli stradali, natanti, velivoli) e beni mobili non registrati (tutti i rimanenti).

Normalmente il tribunale affida quest’incarico, e pi๠in generale ogni mansione di carattere operativo, all’ufficiale giudiziario; tuttavia, nell’ipotesi di azione verso beni immobili o mobili registrati, èpossibile in alternativa affidare l’incarico a professionisti abilitati e iscritti in appositi elenchi presso il tribunale: notai, avvocati, dottori commercialisti.

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Disciplina del pignoramento (I)

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Se le varie strade descritte negli articoli precedenti rappresentano le alternative principali perchè la società  pubblica di riscossione Equitalia possa recuperare gli importi dovuti dal contribuente e sono previste specificamente per questo settore, il pignoramento costituisce la strada principale e fuoriesce dal campo strettamente tributario.

In effetti, esso costituisce l’apice di quasi tutti i procedimenti giudiziari di natura esecutiva, diretti cioèad ottenere che una certa obbligazione (quasi sempre consistente nel pagamento di una somma di denaro) sia eseguita anche contro la volontà  del debitore.

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Ganasce fiscali

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Nel linguaggio corrente, con l’espressione “ganasce fiscali” si definisce il fermo amministrativo dei veicoli intestati al contribuente disposto da Equitalia come metodo di riscossione coattiva dei tributi inevasi.

La conseguenza pi๠rilevante èche il fermo amministrativo ètrascritto sul Pubblico Registro Automobilistico (P.R.A.): a quel punto esso ha valore non solo nei confronti del contribuente ma anche di tutti i terzi; perciಠanche nell’ipotesi di cessione del veicolo ad un altro ignaro cittadino, tale cessione ècomunque inefficace nei confronti di Equitalia, che potrà  chiedere al giudice di rivendere l’automobile e rivalersi sul ricavato.

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Riscossione coattiva dei tributi

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Qualora la cartella di pagamento risultasse inattaccabile e il contribuente non versa quanto dovuto, la società  Equitalia potrà  avvalersi di uno o pi๠degli strumenti previsti dalla legge per consentire il recupero coattivo degli importi richiesti.

Quando si verifica questa situazione, non èpi๠possibile opporsi al merito delle pretese dell’Erario: il debito èormai definitivo, e semmai èpossibile pretendere che Equitalia si mantenga entro i binari dei suoi poteri cosଠcome stabiliti dalla legge, opponendosi eventualmente a singoli atti esecutivi che debordassero da quanto essa prevede.

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