Vai al contenuto
Home » analisi » Boom di tatuatori e organizzatori di eventi

Boom di tatuatori e organizzatori di eventi

Unioncamere fa sapere che nel mese di giugno 2010 si èavuto un piccolo incremento nel numero delle imprese registrate in tutta Italia..

Unioncamere fa sapere che nel mese di giugno 2010 si èavuto un piccolo incremento nel numero delle imprese registrate in tutta Italia: +0,2% su base annua.

Effettivamente, possiamo notare come il numero delle partite IVA attive in Italia, che si aggira intorno a otto milioni contando anche i liberi professionisti, non cessi di crescere, alimentato soprattutto dalle piccole aziende individuali.


L’analisi di Unioncamere, in particolare, pone l’accento su due tipologie di microaziende che non accennano a diminuire di numero: le botteghe artigiane specializzate in tatuaggi e piercing e gli uffici degli organizzatori di eventi (feste, cerimonie, fiere ecc.).

Nell’ultimo anno le prime sono pi๠che raddoppiate (+104%) arrivando al totale di 525 (ma si supera 1.000 se si considerano coloro che svolgono quest’attività  in via secondaria), le seconde hanno avuto addirittura un boom da iscrivere negli annali (+588%), raggiungendo quota 523.

In entrambi i casi, le nuove aziende registrate sono per lo pi๠state costituite da giovani sotto i trentacinque anni, il che fa pensare come mettere a frutto la propria creatività  possa davvero essere un interessante antidoto contro la disoccupazione.


Per quanto gli esperti di tatuaggi e piercing, inoltre, si nota come gli imprenditori siano in gran parte stranieri, soprattutto cinesi. Se per questo ramo di attività  si puಠritenere che il suo boom sia legato soprattutto a tendenze del nostro tempo, che solo gli anni potranno rivelare durature od effimere, nel campo dell’organizzazione di eventi si ritiene invece che la crescita delle ditte vada a colmare una domanda insoddisfatta presente nel mercato.
In ogni caso, l’aumento della concorrenza non spaventa i “vecchi” dei due settori: proprio il forte grado di creatività  fa sଠche ogni ditta sia diversa dall’altra e che faccia leva su microsegmenti diversi del mercato.

Fonte: Il Sole 24 Ore