I licenziamenti e le dimissioni in Italia nel 2013

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Ora che sono passati un paio di anni dall’entrata in vigore dell’ultima grande riforma del lavoro, la famosa legge Fornero del 2012, si cominciano a tracciare i primi bilanci in merito all’andamento dei provvedimenti di quest’ultima, che toccano anche sfere molto delicate come il licenziamento e la rassegna delle dimissioni. 

Licenziamento per giusta causa e assoluzione nel giudizio penale

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 802 del 15 gennaio 2013 ha rigettato il ricorso presentato da un lavoratore dipendente licenziato per giusta causa dalla società  per la quale lavorava per via del furto di circa sessanta litri di carburante da parte del dipendente stesso.

Il lavoratore, in particolare, basava il suo ricorso non tanto sulla sussistenza o meno del furto, che stando all’azienda sarebbe stato provato, ma quanto pi๠sul fatto che in merito a tale episodio era stata disposta l’archiviazione del procedimento penale a suo carico.

Esuberi pubblica amministrazione previsti dalla spending review

Il provvedimento di riduzione delle piante organiche all’interno della Pubblica Amministrazione, illustrato nei giorni scorsi durante l’incontro con i sindacati dal ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, Patroni Griffi, prevede 4.028 esuberi che andranno ad interessare il personale non dirigenziale della Pubblica Amministrazione.

Pi๠nel dettaglio, le tabelle fornite dal ministero ai sindacati indicano 3.236 esuberi nei ministeri, 126 negli enti pubblici di ricerca e 666 negli enti pubblici non economici.

Nuovo processo per i licenziamenti

La riforma del lavoro ha introdotto alcune novità  in merito al processo civile instaurato per controversie sui licenziamenti. Il giudizio di primo grado, in particolare, consisterà  in due distinte fasi, una pi๠rapida che si concluderà  con una rapida decisione sull’accoglimento o meno della richiesta e un’altra che invece prende l’avvio dalla presentazione di un’opposizione a tale decisione.

Il processo ha inizio con la presentazione di un’impugnativa di licenziamento presso il tribunale competente, dopodichè il giudice fisserà  un’udienza di comparizione delle parti entro 40 giorni dal deposito del ricorso (contro il termine di 60 giorni previsto in precedenza).