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Obbligo comunicazione periodi cuscinetto

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La circolare numero 35 del 29 agosto ha fornito una serie di chiarimenti per quanto riguarda la serie di modifiche che sono state apportate all’articolo 5 del decreto legislativo n. 368 del 2001. In particolare èstato spiegato come funzionerà  il sistema di comunicazione dei periodo cuscinetto, che sono previsti al comma 2 dello stesso articolo di legge.

Riduzione costo del lavoro per essere competitivi

Un’azienda per dare 1.000 euro al mese ad un dipendente, tra tasse, contributi e balzelli vari, deve scucire quasi il doppio. Cosଠal lavoratore va uno stipendio basso che per un’impresa, pena una contrazione sensibile dei profitti, diventa impossibile aumentare proprio per effetto dell’elevato costo del lavoro.

E’ questa una delle variabili che pesa sulla competitività  del nostro Paese, e per la quale occorre agire in una fase congiunturale particolarmente difficile a livello macroeconomico ed occupazionale. Pur ammettendo che per contrastare la disoccupazione non esistono di certo delle ricette facili, Rete Imprese Italia, in un’audizione presso la Camera dei Deputati, ètornata a chiedere, tra l’altro, interventi di riduzione del costo del lavoro.

Lavoro normale e straordinario

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L’orario di lavoro si distingue in normale e straordinario. In particolare, l’orario normale èpari a quaranta ore settimanali; per alcune categorie, perà², i contratti collettivi stabiliscono un orario normale pi๠ridotto.

L’orario normale, perà², non èda intendere in maniera rigida: i contratti collettivi possono infatti stabilire un periodo di riferimento (un mese o un bimestre, solitamente), e l’orario normale èdunque da intendersi come la media da non superare nel periodo considerato.

Ciಠvuol dire che èlegittimo fissare, poniamo, una settimana lavorativa di quarantacinque ore, se poi quella successiva non supera le trentacinque.

Certificazione del rapporto di lavoro

Accanto alla forma di rapporto lavorativo tradizionale (lavoro dipendente a tempo indeterminato), esiste oggi una pluralità  di fattispecie che ne differiscono in misura maggiore o minore e che ètalvolta difficile da qualificare.

Eppure, sapere con certezza che tipologia di rapporto si èinstaurato èindispensabile per individuare i diritti e gli obblighi a carico di entrambi.

E, naturalmente, non ha nessuna rilevanza il nome dato dalle parti al loro rapporto: conta, infatti, come esso si svolge effettivamente. Non sono pochi, ad esempio, i rapporti definiti in teoria di collaborazione coordinata e continuativa che il tribunale ha in realtà  identificato come di lavoro subordinato a tutti gli effetti.