Ciclo di vita finanziaria dell’impresa: la fase di avvio

impresa

La fase di avvio di un’impresa si suddivide, a sua volta, in tre sotto-fasi. La prima èdefinita “seed” (“semina”), ed èquella in cui si eseguono studi di fattibilità  sull’attività  che s’intende intraprendere: si sostiene una serie di spese senza alcuna attività  produttiva e dunque senza alcun ingresso di ricavi.

Lo “start-up” (“avvio” in senso stretto) èinvece la fase in cui si compiono soprattutto investimenti in capitale fisso (immobili, arredamento, computer ecc.), mentre nel “first stage” (“primo sviluppo”) si acquistano prevalentemente materie da impiegare nei processi produttivi o merci da rivendere.

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Ciclo di vita finanziaria dell’impresa: introduzione

Avvio di attività 

Per effettuare qualsiasi tipo di investimento o impiego di liquidità , l’impresa puಠricorrere a due grandi tipologie di fonti di capitale: il capitale proprio (o “di rischio”) e il capitale di terzi.

Il primo èquello che proviene direttamente dalle tasche dei soci oppure gli utili generati dall’attività  e non distribuiti come dividendi; il secondo puಠderivare da una grande pluralità  di origini (banche e altri intermediari finanziari, obbligazionisti, fornitori che concedono dilazioni di pagamento ecc.) e che comunque sono accomunate dalla presenza di altri soggetti che dovranno essere rimborsati a scadenze definite e che solitamente andranno remunerati sulla base di un tasso d’interesse concordato.

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Vendite sottocosto: regole generali

sottocosto

Mentre le liquidazioni hanno una causa esterna alla dinamica concorrenziale e sono quindi trattate con una certa morbidezza dal legislatore, e i saldi hanno dei vincoli in pi๠ma che comunque ricadono su tutti i venditori in pari misura, la situazione pi๠complessa e suscettibile degli influssi maggiormente negativi sulla concorrenza èquella che deriva dalle “vendite sottocosto”: il termine già  spiega tutto sulla loro natura.

Esse vanno distinte dalla semplici vendite promozionali, in cui si offre uno sconto pi๠o meno sostanzioso su determinati prodotti (senza andare sottocosto), e che sono pressochè libere.

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Vendite in saldo e in liquidazione

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Il Testo Unico sul Commercio (D.Lgs. 114/1998) definisce alcune regole generali sulle varie ipotesi di vendita di merce a prezzi ridotti rispetto all’ordinario, demandando perಠagli enti locali il dettaglio sulle modalità  di svolgimento.

Il T.U., in particolare, descrive tre categorie di “vendite straordinarie” (saldi, liquidazioni, promozioni), tutte caratterizzate dal divieto di libertà  assoluta per i negozianti: a fini di tutela della concorrenza, e soprattutto di quelle piccole realtà  imprenditoriali che non potrebbero sopportare a lungo una battaglia sui prezzi, sono infatti fissati dei limiti precisi e delle salate sanzioni amministrative per chi li violasse.

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Diritti camerali, fissati gli importi

pagamenti

Tutte le imprese iscritte al Registro presso la Camera di Commercio sono tenute al versamento di una tassa annuale, di importo aggiornato ogni anno: i diritti camerali.

Il versamento deve avvenire entro la data per il pagamento del saldo dell’imposta sui redditi: il 16 giugno, dunque, salvo che non sia concessa la proroga richiesta dalle associazioni di categoria. Si puಠpagare anche entro il 16 luglio, aggiungendo lo 0,4% di interessi.

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Nell’energia pulita il futuro dell’occupazione

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Il pi๠famoso degli obiettivi di carattere ambientale stabiliti dall’Unione Europea èil celebre 20-20-20, ossia tre traguardi caratterizzati allo stesso valore numerico e da soddisfare, guarda caso, entro il 2020.

Fra le altre cose, si tratterebbe di incrementare almeno del 20% la quota di energia proveniente da fonti pulite e rinnovabili.

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Meccanismi di aggiudicazione nelle aste on line

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Le aste on line sono un fenomeno oggi diffusissimo, ma molto recente. Gli incanti tradizionali, invece, esistono da centinaia di anni (la vendita degli schiavi ai proprietari terrieri, per esempio, avveniva solitamente in grandi aste di piazza), e cosଠcon gli anni hanno avuto modo di affinarsi numerosi meccanismi per decidere come determinare il vincitore e il prezzo di aggiudicazione, che hanno finito per trovare applicazione pari pari anche anche nelle aste virtuali.

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Regole per le aste on line (II)

aste-on-line

A qualunque categoria appartenga il banditore, vi sono comunque numerose regole comuni da rispettare in materia di aste on line.

Sul sito utilizzato, ad esempio, devono comparire con evidenza una serie di elementi identificativi sul banditore medesimo, a beneficio di tutti i terzi, fra cui: denominazione dell’impresa, sede legale, codice fiscale, numero di partita IVA, numero d’iscrizione al Registro delle Imprese e al Repertorio Economico Amministrativo, sede della Camera di Commercio in cui sono state eseguite le citate iscrizioni, indicazione degli estremi di tutte le autorizzazioni ottenute per l’esercizio dell’attività , recapiti telefonici e/o elettronici cui contattare il banditore in caso di necessità .

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Regole per le aste on line (I)

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Data la delicatezza della materia, sulle aste effettuate per via telematica entrano in gioco numerose norme poste a tutela della pubblica sicurezza, dei consumatori e di altri valori, non ultima la privacy.

Cercare, dunque, di tirare le somme dell’insieme di leggi, regolamenti e circolari in proposito, si nota subito come esse siano vietate per i commercianti al dettaglio.

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Forse un rinvio per il versamento delle imposte

plico di soldi di un pagamento

Le associazioni di categoria, e in particolare quelle dei dottori commercialisti, stanno premendo in questi giorni sul ministro delle Finanze Giulio Tremonti per ottenere un decreto-legge giudicato indispensabile.

Si tratterebbe di prorogare, possibilmente di un mese, la scadenza per il versamento a saldo delle imposte sul reddito, delle varie imposte sostitutive e della prima rata degli acconti 2009 per tutti i soggetti (ditte individuali, società , liberi professionisti) sottoposti agli studi di settore, ferma restando la scadenza del 16 giugno per tutti gli altri contribuenti interessati.

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Fra gli operai cresce la comunità  marocchina

donna_marocchina

In questo periodo il quotidiano “Il Sole 24 Ore” sta pubblicando un’interessante inchiesta sulle caratteristiche occupazionali delle varie etnie di immigrati venuti a vivere e a lavorare nel nostro territorio.

La puntata di lunedଠscorso èdedicata alla comunità  nordafricana, con principale riferimento ai marocchini, tradizionalmente i pi๠numerosi.

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Perdite fiscali per le imprese minori e per i professionisti

azienda

Fino al periodo di imposta 2005, norme molto differenti da quelle descritte per le società  e le ditte individuali che seguono gli obblighi della contabilità  ordinaria erano invece previste per gli imprenditori in regime di contabilità  semplificata e per i lavoratori autonomi.

Per loro, infatti, era stabilito l’esatto contrario: le loro perdite non erano rinviabili al futuro, ma in compenso potevano essere usate a coprire eventuali altri redditi dell’anno. Ovviamente, chi non vantava altri redditi o li possedeva in misura ridotta, era quindi svantaggiato; il vantaggio andava invece a chi possedeva altri redditi, che poteva veder crollare la tassazione di quell’anno.

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Le perdite fiscali per le imprese in contabilità  ordinaria

regime fiscale delle impresa

Si parla di “perdita” da un punto di vita fiscale quando, nei calcoli all’interno del reddito di impresa o di lavoro autonomo, i ricavi o compensi imponibili non sono tali da coprire tutti i costi e oneri deducibili.

Alla perdita fiscale non corrisponde necessariamente una perdita in senso economico, e comunque quasi mai corrispondono gli importi. Immaginiamo che il bilancio di una società  evidenzi ricavi per 200.000 e costi per 150.000: economicamente emerge un utile di 50.000.

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Fisco telematico, l’Italia primeggia

fisco-telematico

I primi passi in Italia del Fisco telematico risalgono ad una decina di anni fa, con moltissime cautele. A poco a poco la diffusione dello strumento di Internet, la sempre crescente affidabilità  degli strumenti tecnici e la maggiore confidenza da parte di cittadini e istituzioni hanno consentito di andare oltre il passaggio sperimentale e di sostituire la fase della “facoltatività â€ con quella della “obbligatorietà â€.

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