
Il contribuente non ha l’obbligo di conformarsi alla risposta ottenuta, fermo restando che in caso di controversie con il Fisco spetterà a lui l’onere di dimostrare che il suo diverso comportamento èstato quello pi๠corretto.

Il contribuente non ha l’obbligo di conformarsi alla risposta ottenuta, fermo restando che in caso di controversie con il Fisco spetterà a lui l’onere di dimostrare che il suo diverso comportamento èstato quello pi๠corretto.

L’attuario, infatti, èrichiestissimo dal mercato del lavoro, lavora in condizioni psicofisiche ottimali e non stressanti e gode di uno stipendio medio-alto. Si calcola che nel mondo vi siano circa ottantamila attuari, di cui circa novecento in Italia.



Se il contribuente ètitolare di partita IVA, la situazione puಠfacilmente divenire pesante. All’Agenzia, infatti, èriconosciuto dalla legge il potere di considerare ogni versamento su c/c come un ricavo o compenso derivante dall’attività imprenditoriale o professionale, e ogni prelevamento come una spesa non documentata con cui sono stati acquistati materie o servizi da cui sarebbero successivamente derivati ulteriori ricavi non fatturati.

Fra le condizioni richieste per accedere al beneficio fiscale, perà², èrichiesto che i pagamenti avvengano tramite bonifico bancario o postale, e in tali bonifici devono emergere una serie di indicazioni (partita IVA del destinatario, riferimento legislativo…) che la banca provvederà a trasmettere all’Agenzia delle Entrate.

In queste settimane, i produttori italiani di birra sono sul piede di guerra. Il motivo èla recente decisione (peraltro ancora in discussione) di incrementare le accise sul pi๠diffuso e leggero degli alcolici: la “biondaâ€, infatti, rischia di essere gravata da un aumento di tali tributi, i quali, bene ricordarlo, partecipano alla base imponibile dell’IVA, creando quindi in aggiunta il perverso effetto secondario di un’ulteriore imposta sull’imposta.


