
Innanzitutto, nella stessa denominazione deve essere presente la dicitura “società agricolaâ€; inoltre, il discorso vale solo per SNC, SAS e SRL, mentre non riguarda le altre tipologie.



Fra gli altri, questo èil caso dello stagno. La domanda di questo metallo, infatti, non accenna a diminuire, a fronte di una produzione mondiale che non solo non cresce ma anzi tende ad abbassarsi.

In pratica, la maggioranza dei soggetti abilitati all’utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia avrà la possibilità di richiedere direttamente su Internet la planimetria di qualsiasi fabbricato registrato al catasto. In questo modo, si dovrebbe risparmiare parecchio tempo per provvedere alle verifiche e agli aggiornamenti catastali, e si dovrebbero anche liberare risorse umane dell’Agenzia che potrebbero quindi essere destinate pi๠utilmente ad altre funzioni.
In particolare, èstato stabilito che, per fruire dell’agevolazione, occorre rispettare congiuntamente svariati requisiti.

Sul tema, non nuovo ai dibattiti, èritornata la stessa Agenzia delle Entrate diffondendo la circolare n. 49/2010, con contenuto favorevole al contribuente.

Sembra proprio che la crisi non abbia risparmiato nemmeno questo settore: in media, infatti, ogni italiano ha speso circa 29 euro al mese nel corso del secondo trimestre 2010; dodici mesi prima la media era superiore del 10% (32,5 euro).
Il singolo contribuente, infatti, puಠpresentare documenti tributari che lo riguardano direttamente (come istanze di interpello, di accertamento con adesione o di rimborso) che, per espressa previsione di legge, sono esenti dall’imposta di bollo.

Ricordiamo brevemente che il redditometro si basa sul confronto fra i redditi dichiarati e le spese sostenute dal contribuente nell’anno considerato.
L’obiettivo èarrivare al varo di un grande e inedito Statuto delle Professioni, una sorta di legge-compendio che regoli l’intero assetto del sistema e che fissi una pluralità di principi, diritti e obblighi che sovrintendano al funzionamento dell’insieme ordinistico.
La revisione si èresa urgente e non pi๠differibile per molti motivi: l’avvenuta unificazione dei due albi (precedentemente distinti) dei commercialisti e dei ragionieri, la nascita di svariate nuove competenze professionali su cui mancavano i parametri tariffari, l’aggiornamento all’inflazione (il tariffario dei ragionieri risaliva al 1997, quello dei commercialisti addirittura al 1994).

Varcati i confini nazionali, perà², della questione si sta interessando ai massimi livelli anche l’Unione Europea: ancora una volta èmessa sotto accusa la possibile violazione delle norme di libera concorrenza. Come noto, infatti, le aziende che operano nel territorio comunitario devono essere poste nelle stesse condizioni da parte delle leggi dei vari Stati.

Nella realtà dei fatti, i valori dichiarati (espressi in megabyte al secondo) sono molto superiori a quelli effettivi: infatti, in genere i valori in questione rappresentano le punte massime a cui il servizio puಠarrivare, laddove il risultato che si riscontra mediamente èspesso pari alla metà se non addirittura di meno.
Quest’immagine, per quanto ancora diffusa, èirrimediabilmente fuori tempo: il numero degli iscritti agli ordini professionali e, allargando il raggio, dei lavoratori autonomi non iscritti ad alcun ordine oscilla oggi intorno ai due milioni. Un livello molto alto e in continua crescita, tanto che gli spazi di mercato sono via via pi๠ristretti, soprattutto per i giovani e per coloro che sono privi di alta qualificazione.