Manovra 2010: nuovo redditometro

di Giuseppe Aymerich Commenta

La manovra primaverile interviene anche su un tema già in agenda da molti mesi: il varo del nuovo redditometro, lo strumento che mette a confronto..

La manovra primaverile interviene anche su un tema già in agenda da molti mesi: il varo del nuovo redditometro, lo strumento che mette a confronto i redditi dichiarati dal contribuente (persona fisica) con investimenti e consumi da lui eseguiti.

Sebbene la manovra economica attribuisca ad un successivo decreto ministeriale i dettagli del nuovo redditometro (che integra e potenzia quello tradizionale), già oggi possiamo individuare i cardini più significativi.


Innanzitutto, si allarga il profilo delle uscite prese in considerazione: non solo immobili e yacht ma anche iscrizioni a club privati, contributi previdenziali per i domestici, scuole esclusive per i figli, vacanze in luoghi esotici. D’altronde, oggi l’Agenzia delle Entrate può contare su vastissime banche-dati da cui pescare parecchie informazioni prima di difficile reperimento.

Ad ogni tipologia di spesa è attribuita una capacità reddituale presunta: sommando le risultanze dei singoli indici, si ottiene il reddito presunto complessivo. In realtà, questo dato sarà calcolato con flessibilità: si terranno conto di vari fattori, come il nucleo familiare e l’area di residenza (i consumi di una famiglia parmense e di una crotonese non possono essere considerati sullo stesso piano); si supera, dunque, il rigidismo della precedente procedura, che fissava calcoli univoci a fronte delle singole voci di spesa.


Dopodiché, se il reddito presunto supera del 20% quello dichiarato, scattano gli accertamenti: una conclusione molto severa, poiché la norma precedente fissava come condizione la soglia del 25%, e per di più ripetuta per due anni consecutivi.

In compenso, è stata prevista l’obbligatorietà del contraddittorio col contribuente (prima facoltativo), che costituirà un passaggio ineludibile prima di arrivare a qualunque conclusione. Costui potrà quindi giustificare le eventuali fonti lecite (risparmi, eredità, Superenalotto…) da cui ha potuto attingere.

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