Nuove regole calcolo tariffe professionali in sede giudiziale

Le regole per la definizione delle tariffe professionali in sede giudiziale e in assenza di uno specifico accordo tra le parti hanno subito una modifica a seguito dell’abolizione da parte del Decreto Liberalizzazioni (DL 1/2012 convertito nella legge 27 del 24 marzo 2012) dei compensi fissati dagli Ordini professionali.

Le nuove regole interessano diverse categorie di professionisti, tra cui figurano ingegneri, avvocati, notai commercialisti, esperti contabili, nonchè i professionisti facenti parte dell’area tecnica, come architetti, biologi, chimici agronomi e dottori forestali geologi, periti e dottori in agraria, tecnici alimentari.

Elenco albi professionali in Italia

In Italia sono presenti ben 28 ordini e collegi professionali, che contano complessivamente oltre 2 milioni e 300 mila iscritti. Tuttavia, se si considerano anche i dipendenti degli studi, l’area delle professioni ordinistiche vede coinvolti complessivamente circa 6 milioni e mezzo di lavoratori.

Per entrare a far parte di un albo professionale èrichiesto nella maggior parte dei casi lo svolgimento di un periodo di tirocinio o praticantato sulla base di alcune specifiche regole fissate da ciascun ordine professionale, dopodichèèrichiesto il superamento di un esame di Stato o di un’abilitazione. In altri casi èrichiesto il possesso di una laurea abilitante, come nel caso delle professioni sanitarie.

Ordini professionali riforma Monti

Tra le novità  introdotte dalla manovra Monti figurano anche alcune disposizioni che interessano gli ordini professionali e che invitano questi ultimi ad uniformare, entro il 12 agosto 2012, i propri ordinamenti a quanto prescritto dal d.l. 1388/2011.

L’obiettivo del governo attraverso tali disposizioni èsoprattutto quello di agevolare l’ingresso dei giovani nella libera professione che si intende esercitare, soprattutto mediante una riduzione della durata dei tirocini formativi.

Laurea per otto professionisti su dieci

Nel nostro Paese i professionisti o, se volete, i lavoratori autonomi, sono dei veri e propri “capitalisti molecolari” in virt๠del fatto che il loro reddito, nel 45% dei casi, non supera la soglia dei 15 mila euro. A farlo presente nella giornata di ieri èstata la Cgil nel sottolineare inoltre come nel nostro Paese ci sia un vero e proprio esercito di professionisti, circa sei milioni; costoro in media guadagnano poco, hanno poche tutele e, nello stesso tempo, in ben otto casi su dieci sono laureati.

Trattasi quindi di un capitale umano, di risorse qualificate in sostanza abbandonate a se stesse nel momento del bisogno visto che non c’ècassa integrazione quando gli affari vanno male o si ècostretti a chiudere l’attività , cosଠcome non ci sono altre forme di Welfare sulle quali invece puಠfar leva un lavoratore con un contratto a tempo indeterminato.

L’Antitrust contro gli Ordini professionali

antitrust

Il DL 223/2006 (il celeberrimo “decreto Visco-Bersani”) intaccಠper la prima volta il settore degli Ordini professionali, da sempre accusati dalle associazioni dei consumatori di essere restii ad aprirsi al mercato.

Fra i provvedimenti pi๠rilevanti, si ricordano l’abolizione delle tariffe minime e il divieto agli Ordini di imporre limiti al diritto dei professionisti di farsi pubblicità .