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Settore delle piastrelle

L’industria italiana della ceramica, incluso il segmento delle piastrelle, vive momenti di grande difficoltà, sia a causa della crisi del potere d’acquisto delle famiglie che per la competizione dei settori limitrofi, come quello del legno.

L’unica notizia positiva è che la concorrenza proveniente dall’estero è contenuta, e il prodotto italiano non solo è sufficiente a dominare il mercato interno ma anche a guadagnarsi una certa fetta di esportazioni.


In ogni casa, il flop del piano casa, su cui si basavano le speranze di rilancio, è stata una delusione bruciante. Secondo le stime, nel 2009 il volume d’affari dell’intero segmento delle piastrelle è stato pari a 1.253 milioni di euro, laddove nel 2006 (appena tre anni prima) ammontava a 1.583 milioni: un calo di oltre il 20% nel fatturato. Pertanto, se le piastrelle vendute nel 2006 coprivano una superficie totale di 170,5 chilometri quadrati, nel 2009 l’area complessiva è precipitata a 127,5 kmq.

La debacle sembra ancora lontana dal concludersi, e i produttori di ceramiche mettono in campo idee nuove per rimettersi in carreggiata.

La soluzione che sembra prevalere è quella di “fare gruppo”: non più e non solo iniziative promozionali diffuse dal singolo marchio, bensì iniziative promosse dal sistema dei produttori nel suo insieme.
In particolare, si è scoperto tramite indagini di mercato che l’acquirente-tipo delle piastrelle è interessato soprattutto ai fattori più pragmatici: resistenza, facilità di pulizia, prezzi accessibili.


Secondo i ceramisti, però, questo porta a trascurare i pregi di tutt’altro genere, e cioè quelli estetici: ecco quindi in arrivo una campagna di marketing, rivolta sia ai consumatori che ai professionisti, che metta in evidenza la varietà, la fantasia e la bellezza del prodotto italiano. Si tratta, dunque, di far emergere una domanda che secondo i produttori esiste ma è ancora latente.

Fonte: Il Sole 24 Ore