Come ottenere rimborso Iva per metano

Il Sunia, sindacato unitario inquilini e assegnatari, insieme all’Apu, associazione proprietari utenti, èriuscito ad averla vinta e ad assicurare la parità  di trattamento fiscale tra gli abitanti di condomini con caldaie centralizzate e quelli che invece abitano in condomini con impianti autonomi.

Per i primi, infatti, era prevista un’aliquota Iva del 20% mentre per i secondi del 10%, una disparità  di trattamento che ha portato ad una class action con la notifica della diffida all’Agenzia delle Entrate, che ha preferito accogliere la richiesta ed evitare cosଠdi dover ricorrere al Tar.

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Novità  comunicazione dati Iva 2010

La novità  pi๠rilevate che emerge dalla bozza del modello di comunicazione dei dati Iva 2010, pubblicata dall’Agenzia delle Entrate nei giorni scorsi, riguarda l’abolizione dell’obbligo di indicare le prestazioni di servizi intracomunitari rese e ricevute, fino allo scorso anno incluse tra le operazioni attive e passive avvenute nel corso dell’anno in esame.

Nel corso del 2010, infatti, sono stati modificati i criteri inerenti alla territorialità  dei servizi, ovvero sono stati soppressi i commi 4-bis, 5 e 6 dell’articolo 40 del Dl 331/1993 e i servizi intracomunitari in essi previsti sono stati assoggettati alla disciplina prevista dagli articoli 7-ter e seguenti del Dpr 633/72.

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Avvio senza sanzioni black list

Dopo le lamentele delle imprese in merito alla poca chiarezza di alcuni punti della normativa che disciplina l’obbligo di comunicare periodicamente le operazioni intercorse con operatori residenti in paesi della black list, il fisco ha deciso di accogliere la richiesta degli operatori e di fissare periodo di tolleranza in cui, in caso di errori o omissioni nella compilazione della comunicazione, non saranno applicate sanzioni, purchè le omissioni o gli errori vengano sanati entro il 31 gennaio 2011.

A precisarlo èstata la circolare n. 54/E del 28 ottobre, attraverso la quale l’Agenzia delle Entrate ha fatto sapere che, considerata la novità  dell’adempimento e vista la difficoltà  nel reperimento delle informazioni necessarie, non saranno sanzionati gli eventuali errori riscontrati in sede di controllo, purchè questi vengano sanati entro la fine di gennaio del prossimo anno.

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Proroga e periodo di tolleranza black list richieste dagli operatori

Sono ancora tanti i dubbi in merito alla compilazione da parte delle imprese della comunicazione riguardante le operazioni intercorse con soggetti a fiscalità  privilegiata inseriti nella cosiddetta “black list“, tanto che alcuni esperti hanno consigliato alle imprese di mettere in conto anche possibili sanzioni per incompleta o errata comunicazione, dal momento che l’errore appare come un’ipotesi pi๠che probabile.

Proprio per questo motivo gli operatori richiedono che vengano prorogati i termini per la presentazione (al momento il primo termine per la presentazione èil 2 novembre) e che ci sia un periodo iniziale di tolleranza, dove gli errori vengono solo segnalati senza l’applicazione di sanzioni.

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Comunicazione dati Iva 2010, disponibile la bozza del modello

Entro il mese di febbraio 2011 le imprese devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati Iva relativi all’anno 2010, una comunicazione che non ha la funzione di quantificare l’Iva dovuta dai contribuenti ma semplicemente quella di quantificare le risorse che lo Stato deve versare in sede di bilancio comunitario.

Essendo una comunicazione che non ha natura dichiarativa non si applicano le sanzioni per omessa o errata dichiarazione, ma solo quella di omesso invio del modello che comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa che va da un minimo di 268 ad un massimo di 2.065 euro.

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Costi e sanzioni black list

A partire dal 2 novembre scatterà  per le imprese l’obbligo di comunicazione delle operazioni intercorse con soggetti a fiscalità  privilegiata, ossia residenti in paesi che rientrano nella cosiddetta “black list“. La circolare n. 53/2010 ha fornito agli operatori le istruzioni relative alla procedura da seguire, tuttavia in questo momento l’aspetto pi๠preoccupante riguarda i costi che le imprese dovranno sostenere per rispettare questi nuovi adempimenti, nonchè le eventuali sanzioni imposte in caso di errori o omissioni.

La nuova normativa in primo luogo comporta un incremento della mole di lavoro da parte dei responsabili delle imprese o dei professionisti da queste incaricati e quindi un inevitabile incremento dei costi.

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Black list, arrivano le istruzioni

A pochi giorni dal 2 novembre, e cioèdalla prima scadenza per il nuovo adempimento fiscale introdotto dal legislatore (la comunicazione delle operazioni intercorse con clienti e fornitori residenti nei Paesi a fiscalità  privilegiata contenuti in apposite “black list”), ecco che finalmente l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 53/2010 ha chiarito una pluralità  di dubbi espressi dagli operatori.

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Reverse charge per telefonini e computer

Nel 2007 il legislatore scelse di incrementare il ricorso al metodo dell’inversione contabile (detta, pi๠frequentemente, “reverse charge”) per combattere frodi ed evasioni in svariati settori-chiave.

L’idea era quella di realizzare una sorta di prova generale: se il meccanismo avrà  ottenuto buoni risultati, esso sarà  forse esteso alla totalità  delle operazioni.

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Dubbi di costituzionalità  sul raddoppio dei termini di accertamento

Una norma fiscale particolarmente controversa introdotta dal D.L. 223/2006 riguarda il raddoppio dei termini di accertamento fiscale in particolari situazioni.
Normalmente, infatti, una procedura di accertamento puಠessere avviata entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui èstata inviata la dichiarazione, o del quinto in caso di dichiarazione omessa o nulla.
Il citato decreto, tuttavia, ha stabilito che tali termini sono raddoppiati nell’ipotesi di denuncia per reati tributari (ma non per semplici illeciti amministrativi).

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Nuova fiscalità  regionale

Un passo dopo l’altro, l’ormai famoso o famigerato federalismo fiscale sta prendendo corpo.

Un passaggio importante si èavuto con i provvedimenti adottati dal Governo la settimana scorsa, che fra le altre cose ridisegnano in misura significativa i tributi destinati alle venti Regioni italiane, con particolare attenzione soprattutto all’IRAP e all’addizionale regionale all’IRPEF.

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Credito d’imposta per riacquisto della prima casa

Fra le svariate agevolazioni fiscali previste dal nostro ordinamento per favorire l’acquisto di abitazioni da destinare a prima casa, una delle pi๠importanti assume la forma del credito d’imposta.

Come già  chiarito, se l’acquisto èsoggetto ad IVA occorre pagare l’imposta di registro in maniera residuale, con l’importo fisso di 168 euro; se invece l’operazione èsente o esclusa dall’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di registro si calcola moltiplicando l’aliquota del 3% per la base imponibile, costituita dal valore di mercato del fabbricato.

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Abitazioni: base imponibile delle imposte indirette

Come spiegato nell’articolo precedente, quando non si applica la misura fissa di 168 euro l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria e le imposte catastali versate in occasione della cessione di immobili sono determinate moltiplicando l’aliquota del caso per il corrispettivo della cessione.

In realtà , questo non èdel tutto corretto: la base imponibile di tali tributi, infatti, ècostituita dal valore di mercato del bene in questione.

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Imposte acquisto immobile

Quando si acquista un immobile, occorre conoscere l’ammontare dei tributi da versare allo Stato: il loro peso, infatti, puಠessere tale da influenzare la scelta dell’immobile in forma decisiva.

I tributi che entrano in gioco si dividono in due gruppi: l’IVA da un lato e le imposte di registro, ipotecaria e catastale dall’altro. Il loro ammontare, comunque, varia nettamente se èpossibile godere delle agevolazioni sulla prima casa oppure no.

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Requisiti agevolazione prima casa

Nei prossimi articoli affronteremo un tema molto importante per il cittadino medio: l’imposizione fiscale sulle abitazioni, con le relative agevolazioni.

Prima di iniziare, perà², ènecessario chiarire cosa s’intende con “prima casa”. Infatti, la maggior parte delle norme fiscali assume connotati diversi a seconda che abbiamo a che fare con una prima casa oppure con un qualunque altro fabbricato; in particolare, la pressione fiscale ènettamente pi๠favorevole nella prima ipotesi.

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