Riforma sulla mediazione civile (terza parte)

Chi saranno i mediatori? Si tratterà  di organismi a metà  fra il pubblico e il privato. Possono ambire al ruolo di mediatori, innanzitutto, i professionisti iscritti ad albi economico-giuridici (avvocati, notai, commercialisti…) da almeno quindici anni, ma anche i docenti universitari in materie giuridiche e gli ex-magistrati ormai in pensione.

Ma, in teoria, chiunque puಠambire al prestigioso incarico: chi non rientra in una delle ipotesi indicate, infatti, puಠseguire appositi corsi di formazione istituiti dalle università  o altri enti pubblici, o, ancora, da enti privati accreditati.

Riforma sulla mediazione civile (seconda parte)

due soci che si stringono la mano

Le materie del contendere in cui èinderogabile il ricorso all’organismo di conciliazione sono le seguenti: condominio; locazione; successioni ereditarie; diritti reali (usufrutto, servità¹, enfiteusi ecc.); comodato; patti di famiglia; affitto di aziende; contratti bancari, finanziari e assicurativi; richieste di risarcimento a seguito di danni in campo medico-sanitario.

In tutti gli altri casi, il ricorso alla mediazione civile èinvece una facoltà . Fra gli altri casi, spiccano le cause in materia di lavoro che, fino a ieri, erano invece le uniche in cui il tentativo di conciliazione fosse obbligatorio.

Riforma sulla mediazione civile (prima parte)

mediazione civile

Non ha ricevuta molta attenzione da parte dei mass-media, ma il decreto legislativo del 28 ottobre scorso che ha introdotto nel nostro ordinamento l’istituto della mediazione civile costituisce probabilmente la principale riforma varata finora dall’attuale maggioranza.

L’impatto sulla vita di cittadini e aziende potrebbe rivelarsi molto elevato. àˆ bene, dunque, analizzare nel dettaglio la riforma, sebbene per il momento essa non sia ancora entrata in vigore: èinfatti stabilito che divenga operativa nel maggio 2011, per dare il tempo agli operatori del settore di preparare il terreno.

Servizio civile da riformare

Il servizio civile, istituito nel 2001, sta affrontando una crisi profonda che anno dopo anno lo sta minando sempre pià¹.

Due sono le cause delle sue difficoltà : la riduzione progressiva e inesorabile dei fondi che Stato e Regioni destinano annualmente per finanziarlo e il minore appeal che esso riesce ad esercitare sui giovani, a causa della scarsa funzionalità  che consente di rivestire per la successiva ricerca del posto di lavoro.