
Tra queste figura la norma destinata a scoraggiare il ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato, prevedendo un maggior onere contributivo a carico delle aziende che scelgono di assumere lavoratori con contratto a termine.

Tra queste figura la norma destinata a scoraggiare il ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato, prevedendo un maggior onere contributivo a carico delle aziende che scelgono di assumere lavoratori con contratto a termine.


Venerdଠscorso, infatti, il Consiglio dei ministri ha emesso due distinti provvedimenti riguardanti questa categoria di lavoratori, in particolare il primo di questi fissa il tetto massimo di tali stipendi poco sotto i 294.000 euro, in quanto èstata presa come riferimento la retribuzione percepita dal primo presidente della Corte di Cassazione, pari a circa 300.000 euro.

In questo caso, tuttavia, sono previste alcune differenze rispetto al contratto di apprendistato tradizionale (detto anche apprendistato con unico utilizzatore).










Per quanto riguarda gli esercizi commerciali, in particolare, la nuova normativa prevede l’abolizione delle costose licenze necessarie per l’apertura del negozio, che saranno sostituite da una semplice autocertificazione. In relazione a questo tipo di attività èinoltre prevista l’introduzione di una maggiore flessibilità in merito all’orario di apertura e ai giorni lavorativi.