Contributi giovani disoccupati nella Regione Sardegna

Un contributo mensile netto pari a 400 euro a favore dei giovani disoccupati sardi di età  compresa tra i 18 ed i 32 anni. Questo èquanto s’èprefissata la Regione Sardegna attraverso uno stanziamento complessivo pari a ben 5 milioni di euro che serviranno per andare a finanziare dei progetti di attività  che saranno svolti proprio dai giovani disoccupati.

Questi progetti, in particolare, dovranno essere tali da rafforzare sul territorio sardo la coesione e la solidarietà  sociale, e per questo dovranno vertere sull’aggregazione e sulla promozione sociale, ma anche sulla valorizzazione e la tutela dell’ambiente, nonchè sulla tutela di quello che èil patrimonio artistico e culturale della Regione Sardegna.

Piattaforme di ricerca per le industrie italiane

Con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Università  e Ricerca (MIUR) stanno per nascere anche in Italia, seguendo l’esempio di altre nazioni europee, delle nuove forme di associazioni fra imprese.

In sostanza, si costituiranno tante piattaforme quanti saranno i filoni di ricerca giudicati interessanti, individuandoli specialmente fra quelli sostenuti e promossi dall’Unione Europea. Si comincerà  nei prossimi giorni con le auto elettriche e le innovazioni di prodotto, ma altre iniziative sono attese per le successive settimane.

No profit, caccia agli evasori

Il cosiddetto “terzo settore”, ossia quell’autentica galassia di associazioni ed enti vari che operano in Italia, èun’autentica miniera di situazioni oltre i limiti delle leggi fiscali.

Il punto di partenza èche un ente no-profit gode di parecchie agevolazioni di natura tributaria: tasse modeste e semplificazioni contabili che fanno gola a tanti “furbetti”, come si usa dire oggi. Cosicchè, non sono pochi quelli che pensano bene di svolgere una qualunque normalissima attività  d’impresa mascherandola sotto la pi๠nobile (e detassata) forma dell’associazionismo.

Modello EAS dettagli dopo l’invio

Dopo diverse proroghe, il 31 dicembre scorso si èchiuso definitivamente il termine per l’invio del Modello EAS, il censimento fiscale delle associazioni del terzo settore.

Alla base dell’obbligazione, ricordiamo brevemente, la necessità  di monitorare il diffusissimo fenomeno associativo, cui si accompagnano preziosi benefici fiscali; e proprio per evitare che i benefici vadano a chi, in realtà , non se lo merita e dunque ad associazioni esistenti magari solo sulla carta, èstato indetto l’obbligo di inviare il modello.

Proroghe e versione “light” del modello EAS

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Dopo molte proteste e richieste di incontro, l’Agenzia delle Entrate ha accettato di porre alcune significative modifiche all’obbligo di invio del modello EAS, il censimento fiscale del cosiddetto “terzo settore”.

Il modello EAS, come noto, nasce dall’esigenza di monitorare il mondo delle associazioni e del no-profit, al cui interno si celano numerosissimi abusi e imbrogli finalizzati a fruire delle agevolazioni fiscali attribuite al terzo settore.