Tassa di soggiorno in Italia, previsto un gettito da 600 milioni di euro

di Fabiana Commenta

 Un gettito complessivo previsto pari a 600 milioni di euro derivanti  dalla tassa di soggiorno in Italia solo nel 2019: è quanto stima l’Osservatorio Jfc con i dati del Centro Europa Ricerche per Confesercenti sul valore della tassa di soggiorno in Italia. 

Un incremento notevole di 75 milioni rispetto al 2017 (con un aumento del +16,2%) anche perché nel 2018 altri 155 Comuni hanno deciso di introdurre la tassa di soggiorno con un incremento del +38,4%. 

Nel 2019 la stima è che si arriverà a 1.130 comuni e solo nel 2019 altri 51 Comuni hanno introdotto l’imposta di soggiorno. 

Altri 46 Comuni, con imposta già in atto, hanno già approvato un aumento delle tariffe nel corso dell’anno, ma in generale ila maggior parte del gettito dell’imposta presenta un’elevata concentrazione soprattutto in alcune città, Roma, Milano, Firenze e Venezia, dove l’entità dei flussi turistici aumenta notevolmente vista la consistenza presenza delle strutture a 4 e 5 stelle e con l’applicazione di tariffe superiori alla media. 

Le stime parlano di 130 milioni di euro (Roma), di 45,4 (Milano), di 33,1 (Firenze) e di 31,7 (Venezia) con soli 4 Comuni che rappresentano il 40% del gettito complessivo dell’imposta stimato nel 2019. 

Il gettito dell’imposta potrebbe ulteriormente aumentare se la tassa venisse applicata a soggiorni di turisti in stanze/appartamenti prenotati tramite le piattaforme di home tourism diffusissime in ogni città. Le stime, in caso di accordo con le piattaforme di home tourism, potrebbero arrivare intorno ai 150 milioni di euro.

Il fisco turistico italiano è tra i più pesanti d’Europa. E tartassa i turisti in vacanza in Italia chiedendo loro circa 2,6 miliardi di euro l’anno. Una vera e propria stangata, dovuta non solo ad un’Iva sui prodotti turistici superiore di 1,5 punti alla media europea, ma anche a una tassa di soggiorno particolarmente esosa, la cui incidenza arriva a superare il 10% del costo di pernottamento di una famiglia in vacanza. 

Riporta una nota di Assoturismo Confesercenti che rileva invece come la città già conveniente sia Praga con una tassa di soggiorno di soli 0,58 euro a notte, seguita da Lisbona con una tassa minima di 1 euro al giorno, Vienna con 3,02% del costo totale dell’alloggio per arrivare a Parigi, alquanto cara con una tassa di soggiorno che può raggiungere un importo massimo di 4,40 euro.

TASSA DI SOGGIORNO, SI APPLICA IN OLTRE 1000 COMUNI ITALIANI 

 

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