Risparmiometro, come funziona

di Fabiana Commenta

Dopo lo Spesometro e dopo il Redditometro, arriva anche il Risparmiometro: ma di che cosa si tratta esattamente? 

Si tratta di una sorta di superanagrafe dei conti correnti sulla quale il Fisco può basare i propri controlli sui contribuenti per rilevare eventuali incongruenze con i redditi che sono stati dichiarati. Di fatto confronta i risparmi posseduti e i redditi dichiarati. Dopo Redditometro e Spesometro, ha preso il via il cosiddetto Risparmiometro, la superanagrafe dei conti correnti sulla quale il Fisco può basare i propri controlli sui contribuenti per rilevare possibili incongruenze con i redditi dichiarati. L’accesso del Risparmiometro, per contrastare l’evasione, è anche consentito alla Guardia di Finanza: l’intento del Risparmiometro d’altra parte è chiara per contrastare l’evasione fiscale utilizzando un algoritmo che calcola la differenza tra quanto dichiarato nella dichiarazione dei redditi e quanto risparmiato e quanto depositato nei conti correnti bancari, anche andando indietro negli anni. 

Possono essere controllati Conti correnti; Conti deposito; Carte di credito; Titoli di stato; Obbligazioni; Azioni; Rapporti fiduciari; Polizze assicurative;  Fondi pensione; Fondi di gestione collettiva del risparmio; Libretti postali; Buoni fruttiferi. Controlli al via anche nel caso in cui non ovest coincidere il reddito dichiarato e il saldo delle somme depositate in conto: si tratta di una prativa sperimentata prima sulle aziende e poi sulle Partite IVA per essere poi esteso anche alle persone fisiche.

Ecco nel dettaglio le differenze fra Spesometro, Redditometro, Risparmiometro. 

Spesometro: confronta spese sostenute e redditi dichiarati. Redditometro: confronta il valore dei beni posseduti e redditi dichiarati.

Risparmiometro: confronta i risparmi posseduti e redditi dichiarati.

 

SPESOMETRO, LE SANZIONI PREVISTE

PHOTO CREDITS | THINKSTOCK

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