Tariffe pubbliche, gli aumenti del 2017

di Fabiana Commenta

La vita è sempre più difficile per i consumatori: le tariffe pubbliche sono tornate a crescere nel corso del 2017 in controtendenza rispetto ai due anni precedenti. L’analisi effettuata dall’Ufficio studi della Cgia conferma tutti gli aumenti.

Il rincaro delle materie prime avvenuto nell’ultimo anno, in particolar modo dei prodotti petroliferi, ha riacceso i prezzi di una buona parte delle principali tariffe pubbliche. Non va nemmeno dimenticato che il blocco delle tasse locali imposto dal Governo in questi ultimi anni ha spinto molti enti locali a far cassa con le proprie multiutility, attraverso il ritocco all’insù delle tariffe amministrate. 

Spiega il coordinatore dell’Ufficio studi Cgia, Paolo Zabeo. Ma quali sono gli aumenti presi in considerazione?

Son aumentati i trasporti ferroviari quasi del 7,3%, l’acqua del 5,3, i servizi postali del 4,5, l’energia elettrica del 3,8, il gas del 2%; i pedaggi dell’1% con i taxi dello 0,6 e i rifiuti dello 0,5; i trasporti urbani dello 0,2 e l’inflazione che è salita dell’1,2%.

Tutti aumenti consistenti, ma che tuttavia non hanno ancora nulla a che fare con il forte aumento dei prezzi che si sono verificati nel corso degli ultimi 10 anni visto che il costo della vita tra il 2007 e il 2017 è cresciuto di quasi il 15%, con l’acqua che ha visto un incremento del +90%, i biglietti ferroviari un +46,4. Nell’ultimo decennio solo i servizi telefonici hanno subito una contrazione di prezzo (-9,9). E come confermato dalla del segretario Cgia, Renato Mason l’aumento delle voci di consumo ha anche segnato “un aumento dei costi per una famiglia tipo di 59 euro all’anno”.

 

AUMENTI 2018, LE DENUNCIA DELL’ADUSBEF

PHOTO CREDITS | THINSTOCK

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