IMU e TASI, la variabilità del gettito complessivo sugli immobili in 5 anni

di Fabiana Commenta

È fissata per oggi, 16 giugno 2017, la scadenza per il versamento dell’acconto IMU e della TASI che vanno pagati sulle seconde case e sugli immobili diversi dall’abitazione principale. 

Nonostante l’abolizione della tassa sulla prima casa, saranno circa 25 milioni gli italiani che dovranno versare l’acconto per la data fissata per oggi onde evitate eventuali sanzioni. 

Nel 2015 il gettito complessivo sugli immobili è arrivato a 52,3 miliardi di euro per ridursi nel 2016 a 49,1 miliardi di euro con una contrazione dello -6,1%: è quanto emerge dal Centro Studi ImpresaLavoro su elaborazione di dati della Corte dei Conti e di Confcommercio.

Nel periodo che va dal 2011 al 2016, il maggiore incremento registrato ha riguardato soprattutto la quota patrimoniale del prelievo che è stata più che raddoppiata (+173%) a differenza delle entrate che possono essere attribuite agli atti di trasferimento (-29%) e a quelle sul reddito immobiliare che sono rimaste praticamente inalterate.

IMU E TASI, COME PAGARE

Il calo di 3,5 miliardi di euro registrato tra il 2015 e il 2016 è stato certamente causato  dal taglio TASI per le abitazioni principali approvato dal governo nella Legge di stabilità e che ha fatto passare il gettito della misura da 4,7 a 1,1 miliardi di euro. Le entrate derivanti dall’IMU restano invece stabili a 20,4 miliardi di euro calcolati su base annua. La componente patrimoniale dell’imposizione sugli immobili è invece più che raddoppiata rispetto al 2011 quando era pari a soli 9,2 miliardi di euro ed è stata in crescita rispetto a cinque anni or sono.

 

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