Colf, badanti e collaboratori domestici: come metterli in regola?

di Emma Commenta

Aumenta quotidianamente il numero delle famiglie che necessitano dell’aiuto di qualcuno in casa. Che si tratti di un collaboratore domestico, di una colf o di una badante, ciascuno di loro va necessariamente messo in regola: ma come fare?

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Dopo aver acquisito tutti i documenti necessari che variano di caso in caso, si deve formalizzare l’assunzione con il contratto di lavoro.

Redatto in duplice copia (per il datore di lavoro e il lavoratore) e sottoscritto da entrambi, dovrà riportare la data di inizio del rapporto di lavoro, la categoria nella quale la persona viene assunta, la sua anzianità di servizio, ma anche la durata del periodo di prova, gli orari di lavoro e il giorno previsto del riposo settimanale, modalità su vitto e alloggio, retribuzione oraria.

La comunicazione va fornita all’Inps almeno ore 24 del giorno precedente all’inizio dell’attività lavorativa. Sarà il datore di lavoro ad accedere sul portale Inps e compilare i dati necessari alla Comunicazione inserendo i dati richiesti.

Il primo passo da compiere però è procurarsi i documenti necessari che variano in base alla situazione e alla nazionalità del lavoratore.

Se il lavoratore è italiano o di un Paese dell’Unione Euopea: il datore di lavoro può assumerlo dopo aver concordato le modalità del lavoro anche se non è iscritto alle liste di collocamento e deve essere provvisto dl codice fiscale, di un documento di identità, della tessera sanitaria aggiornata e rilasciata dall’ASL.

Se il lavoratore è minorenne è necessario presentare il certificato di idoneità al lavoro che dovrà essere rilasciato dall’Ufficiale sanitario dell’ASL di zona e la dichiarazione dei genitori (vidimata dal Sindaco del Comune di residenza) che acconsentono che il minorenne lavori e viva presso il datore di lavoro.

Se il lavoratore è extracomunitario già residente in Italia il datore di lavoro deve compilare il “modello Q” da trasmettere online all’Inps comunicando l’assunzione, la variazione e la cessazione di lavoro.
Il lavoratore deve avere il permesso di soggiorno valido per svolgere il proprio lavoro e portare in Questura la copia del modulo UniLav.

Infine se il lavoratore è extracomunitario, ma non ancora residente in Italia: in questo caso è necessario attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale per verificare il numero flussi dell’anno in corso che stabilisce il numero massimo di lavoratori extracomunitari che possono usufruire del permesso di soggiorno e solo in un secondo momento presentare la domanda di nulla osta al lavoro.

 

photo credits| thinkstock

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