L’inflazione raggiunge minimi record

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La crisi frena i consumi delle famiglie e il tasso d’inflazione ne risente. Com’ facile capire, infatti, la discesa della domanda impone alle imprese di ridurre i prezzi.

In particolare, il tasso di crescita su base annua dei prezzi al consumo secondo il paniere di beni per le famiglie di impiegati e operai rilevato dall’ISTAT – nella versione al netto dei consumi di tabacchi – nel mese di maggio si èattestato allo 0,9% (in aprile era all’1,2%).

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La recessione travolge negozi e botteghe

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Se per il settore del benessere non c’ècrisi, per altri settori il calo dei consumi risulta essere stressante e già  da molti anni i cosiddetti “esercizi di vicinato”, e cioèi piccoli negozi di quartiere, soffrivano una notevole crisi derivante principalmente dalla grande distribuzione: supermercati, ipermercati e hard discount hanno progressivamente messo all’angolo i piccoli esercenti, impossibilitati a garantire la stessa varietà  di merce nè prezzi altrettanto convenienti, che invece i grossi distributori possono permettersi sfruttando le economie di scala.

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Incentivi per l’acquisto di biciclette e scooter

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I contributi governativi per il rilancio di alcuni settori della nostra economia (automobili, arredamento, elettrodomestici…) aveva tagliato fuori alcune categorie ugualmente in forte sofferenza, come quella dei ciclomotori.

A questo ha posto rimedio autonomamente il ministero dell’Ambiente, che ha scelto di utilizzare un fondo apposito per favorire i mezzi di trasporto a due ruote: non solo sono meno inquinanti ma presentano anche un minore impatto anche di tipo sociale (si pensi, banalmente, al problema dei parcheggi nelle grandi città ).

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Bar e negozi chiudono uno dopo l’altro

negozio in crisi

Non c’era bisogno della crisi mondiale per rendersi conto che i piccoli esercizi soffrono da anni la riduzione dei consumi e la temibile concorrenza dei centri commerciali.

La principale associazione di categoria, Confesercenti, ha diffuso dati preoccupanti registrati da Unioncamere fra il 2007 e il 2008: in Italia, il saldo negativo fra chiusure e aperture nel biennio considerato ammonta a 3.598 ristoranti in meno, 6.912 bar e 5.335 negozi di abbigliamento, ma anche 4.836 aziende venditrici al dettaglio di mobili ed elettrodomestici, 2.432 macellerie, 1.521 negozi di frutta e verdura e cosଠvia.

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Grand hotel, ècaccia allo spreco

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Un’inchiesta di “Repubblica” svela che in tempi come questi, anche in grand hotel versano in ristrettezze. In Italia e all’estero gli alberghi a cinque stelle soffrono la crisi come ogni altra impresa, e dunque diventa necessario ridimensionare i costi pur di abbassare le tariffe.
D’altronde, la situazione del turismo èdrammatica: il gennaio 2009 ha segnato, rispetto al gennaio 2008, un calo delle presenze di quasi il 25%.

I direttori degli alberghi s’ingegnano dunque per individuare gli optional inutili da tagliare o ridurre pur di avere modo di ritoccare al ribasso il prezziario. I racconti di alcuni turisti e manager sono talvolta sorprendenti, cosଠcome la naturale rassegnazione con cui i direttori degli hotel di lusso spiegano le tattiche di austerity messe in atto.

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Prato chiede una moratoria fiscale

settore tessile

Il distretto industriale del tessile della provincia pratese, un tempo fra i pi๠floridi dell’industria nazionale, versa oggi in una situazione di difficoltà  estrema.
Cosଠlamenta il presidente dell’Unione industriale pratese, Riccardo Marini, che in un incontro coi ministri Scajola, Tremonti e Sacconi ha segnalato le gravissime prospettive per il 2009 in riferimento al crollo del fatturato e alle conseguenti ricadute occupazionali.

Dopo un 2008 già  molto negativo, gli inizi del nuovo anno sembrano ancora peggiori. I portafogli-ordini delle imprese sono quasi vuoti, ed entro il mese prossimo rischiano di esaurirsi i fondi per il sostegno all’occupazione nelle imprese artigianali.

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Settore elettronico e audio-video in picchiata

I dati di sintesi sul 2008 offerti all’interno del convegno dell’AIRES (Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici) sono davvero sconfortanti. Nemmeno i consumi natalizi sono riusciti a raddrizzare le sorti di un’annata nera in un ambito che sembrava destinato ad una crescita senza limiti legata di pari passo allo sviluppo tecnologico.

Quella dei numeri èuna logica fredda e impersonale, ma spiega meglio di tante parole la pesantissima crisi che il mondo dei consumi ha subito e continuerà  a subire nel prossimo futuro.
I negozi specializzati in computer e accessori, in televisori, in elettrodomestici e in telefonia segnano per l’anno appena trascorso un fatturato complessivo pari a circa 16 miliardi di euro, pari all’1,8% in meno rispetto al 2007.

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L’apertura domenicale favorisce lo sviluppo

Uno studio pubblicato da Federdistribuzione, l’associazione imprenditoriale che raggruppa i grandi centri commerciali ma anche esercenti di minori dimensioni, dimostra come la domenica sia mediamente il giorno della settimana in cui le vendite sono pi๠elevate, dopo il sabato. A differenza del sabato e dei giorni feriali, perà², l’apertura alla domenica èrelativamente rara, posto che la legislazione vigente e parte dei sindacati vedono con un certo sfavore la deroga al tradizionale riposo domenicale.

In altri Paesi europei, come la Gran Bretagna e la Spagna, lo shopping domenicale èun’abitudine ben pi๠comune che da noi.

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Il settore dei computer in Italia

Per i produttori italiani (e stranieri) che vendono calcolatori elettronici nel nostro paese, l’annunciata detrazione èuna boccata d’ossigeno di cui si sentiva un gran bisogno. In effetti, se il 2008 ha segnato per il mercato dei computer un ennesimo balzo in avanti, èanche vero che le previsioni per il 2009 sono funeree: se non èsatto parlare di crollo verticale, poco ci manca.

Il discorso èperಠcomplesso, perchè con il termine “computer” si fa in realtà  riferimento a tipologie anche molto diverse fra loro in termini di dimensioni, potenzialità  e, non ultimo, prezzo. Se l’anno appena concluso ha segnato rispetto al 2007 una crescita notevole dei notebook e, soprattutto, dei netbook (+32%), per i pi๠tradizionali computer da tavolo (i desktop) il mercato ha un trend negativo già  da qualche tempo.

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Bonus per acquisto mobili ed elettrodomestici, un sostegno atteso

Oltre agli incentivi per il settore automobilistico, anche le filiere dell’arredamento e della produzione di elettrodomestici attendevano da tempo un sostegno da parte delle istituzioni.
In effetti, soprattutto nel primo dei due ambiti sono tantissime le imprese italiane che operano e che da tempo registrano crescenti difficoltà , sia per la crisi globale che per la temibilissima concorrenza asiatica.

Ora il sostegno èarrivato, sotto forma di deduzioni IRPEF per i cittadini al fine di invogliarli all’acquisto, ma non ha ottenuto per il momento significativi consensi: alcuni produttori rilevano che troppo pochi i contribuenti che potrebbero accedere al beneficio fiscale, e dunque l’impatto sulle vendite non sarà  molto ampio.

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Incentivi per il settore auto

Lungamente annunciate, sono state varate dal Governo le norme sul sostegno all’industria automobilistica. àˆ stata rispettata buona parte delle indiscrezioni filtrate nei giorni precedenti, ma con qualche differenza: non èprevista, ad esempio, alcuna esenzione per il bollo auto.
Le misure agiscono sul fronte della rottamazione dei vecchi veicoli e sull’acquisto di nuovi mezzi poco inquinanti, sotto la forma dell’incentivo statale.

In sintesi, èstato stabilito che chi rottamerà  un’autovettura classificata Euro 0, 1 o 2 e immatricolata prima del 2000 e acquisterà  in cambio una pi๠ecologica macchina Euro 4 o 5 avrà  diritto ad un incentivo pari a 1.500 euro.

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Calo clamoroso dei fatturati a Novembre

Proprio ieri parlavamo di un dato molto preoccupante sull’aumento del numero dei fallimenti in Italia causati per la maggior parte dall’incessante diminuzione dei consumi. Oggi, invece, siamo costretti a mostrarvi un altro triste dato che arriva dalla conseguenza della crisi finanziaria e della conseguente crisi dei consumi mondiale.

Le industrie italiane durante il mese di Novembre hanno registrato una diminuzione dei propri fatturati di ben il 13,9% rispetto allo stesso mese del 2007 con un calo degli ordini del 6,3%. Numeri che mostrano chiaramente che la crisi èancora in corso e che èdifficile da digerire.

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L’appuntamento con la ripresa ènel 2010

A dispetto degli sforzi dei governi di tutto il mondo, il 2009 sarà  un anno molto duro per l’economia globale; la crisi, anzi, si estenderà  anche ai Paesi meno sviluppati, sostanzialmente immuni fino a questo momento. Ma l’anno prossimo si avrà  finalmente la ripresa, e sarà  una ripresa “significativa”.

A dirlo èil governatore della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet, che al momento vede in atto una spirale perversa che coinvolge finanza ed economia reale. Le manovre messe in campo dai governi europei vanno nella giusta direzione, ma il sistema non le ha ancora assorbite: perciಠl’uscita dal tunnel appare ancora distante, ma non èirraggiungibile.

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Il ritorno dei negozianti a credito

Negli ultimi trent’anni, la comparsa prima dei supermercati e poi degli ipermercati ha condannato ad una lenta agonia l’intero comparto dei piccoli esercenti: quell’esercito di botteghe sotto casa in cui la tipica massaia italiana si recava ogni mattina instaurando un rapporto di fiducia e conoscenza anche personale col gestore e i suoi commessi.

Oggi le casalinghe sono sempre di meno e il tempo a disposizione per fare la spesa èmeno ancora. Quindi, la soluzione dei grandi centri commerciali èspesso pi๠comoda, veloce ed economica, condannando i piccoli negozianti all’oblio.

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Boom del last-minute nel commercio

Confinata fino a qualche mese fa nel ristretto ambito del turismo, la formula del last-minute sta oggi spopolando in ogni settore, soprattutto in quello alimentare, e si sta rivelando un affare notevole tanto per le imprese quanto per le famiglie.

àˆ una soluzione low-cost che sta acquisendo sempre maggiore interesse, tanto per i negozianti (che si ritrovano spesso e volentieri con gli scaffali pieni di merce invenduta) quanto per i clienti in difficoltà  ad arrivare alla fine del mese (per alcune famiglie, addirittura, si dice che sia un problema già  arrivare alla seconda settimana).

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