Disciplina del concordato preventivo

Il Regio Decreto 267/1942 (noto come “legge fallimentare”) nella sua versione originale attribuiva un peso determinante, all’interno delle procedure concorsuali, al fallimento. Alle altre procedure veniva infatti lasciato un ruolo quasi residuale: fra loro, anche il concordato preventivo.

Un imprenditore ammesso al concordato preventivo ha la possibilità  di evitare il fallimento chiedendo al tribunale di sospendere le azioni dei creditori nei suoi confronti, in modo da lasciargli il respiro necessario per risanare la propria situazione di difficoltà . Se poi le cose non vanno come sperato, c’ sempre tempo per procedere alla dichiarazione di fallimento.

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Requisito oggettivo iscrizione INAIL

sicurezza sul lavoro

Perchè un lavoratore sia iscritto all’INAIL, occorre che rispetti le condizioni di natura soggettiva che sono state descritte nel precedente articolo dedicato appunto al requisito soggettivo per l’iscrizione all’INAIL.

Esistono, tuttavia, alcuni tipi di attività  che oggettivamente sono considerate pericolose e che quindi richiedono sempre l’assicurazione all’INAIL, anche in assenza dei requisiti soggettivi.

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Requisito soggettivo iscrizione INAIL

logo inailCome si èdetto, solo i dipendenti che rispettano alcuni requisiti sono da iscriversi all’INAIL, anche se, di fatto, l’iscrizione INAIL finisce per riguardare pressochè ogni subordinato. Puಠcomunque essere utile elencare le condizioni in questione.

L’assicurazione all’INAIL èobbligatoria in presenza di un requisito soggettivo oppure di uno oggettivo (non occorre la compresenza di entrambi).

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Moratoria dei debiti bancari: i requisiti strutturali

associazione bancaria italiana

Con la sigla dell’accordo fra l’Associazione Bancaria Italiana e i sindacati degli imprenditori, con la benedizione del ministero dell’Economia, entrano nel vivo le disposizioni con le quali le piccole e medie imprese italiane (PMI) in difficili condizioni di liquidità  a causa della grave situazione congiunturale possono richiedere una sospensione del pagamento dei debiti verso le banche, alle condizioni di seguito descritte.

L’accordo tiene conto delle contrapposte esigenze espresse sia dalle imprese di poter tirare il fiato, sia delle banche di non mettere a repentaglio i propri crediti.

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Job on call: il contratto di lavoro intermittente a chiamata

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Il lavoro intermittente (o “su chiamata”, da cui l’appellativo inglese “job on call”) èuna speciale tipologia di contratto introdotta nel nostro ordinamento con la legge Biagi, soppressa durante il governo Prodi e successivamente reintrodotta col nuovo governo Berlusconi.

In pratica, il datore di lavoro chiama il dipendente a svolgere la sua mansione solo quando effettivamente serve (con preavviso di almeno un giorno), lasciandolo invece a casa quando non occorre.

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Decadenza dal regime della mutualità  prevalente

Abbiamo descritto i requisiti necessari perchè una cooperativa venga definita a mutualità  prevalente. La riforma di luglio, fra gli altri aspetti, ha anche modificato la disciplina da applicarsi allorchè una società  perda con il tempo tali requisiti, e si trasformi, dunque, in una delle cosiddette “cooperative diverse”.

Tali requisiti sono suddivisibili in due tipologie: i requisiti statutari (limiti alla distribuzione di ristorni, indivisibilità  delle riserve, destinazione mutualistica del residuo del patrimonio dopo la liquidazione, tutti da esprimere a chiare lettere nello statuto aziendale) e requisiti comportamentali, legati alla prevalenza degli scambi con i soci nel corso della normale vita aziendale rispetto agli scambi con i terzi.

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Requisito della mutualità  prevalente

Come accennato, le agevolazioni assegnate dalle norme tributarie alle società  cooperative oggigiorno sono attribuite solamente a quelle fra loro che presentano il requisito della “mutualità  prevalente”. Vediamo di approfondire.

Tutte le società  cooperative sono caratterizzate dallo scopo mutualistico, che le distingue dalle società  di capitali. Se in queste ultime, infatti, la finalità  dei soci èquella di ottenere profitti da ripartire fra loro, nelle cooperative si tende invece ad attribuire ai soci gli stessi beni e servizi prodotti dalla società  ma a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato.

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Decadenza dal regime dei contribuenti minimi

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Si ègià  accennato che chi ha i requisiti per accedere al regime agevolato puಠcomunque rinunciarvi optando espressamente per il regime ordinario.

Ci sono perಠanche varie ipotesi in cui un soggetto decade per legge dall’applicazione del “forfettone”, allorchè viene meno uno o pi๠dei citati requisiti.

Nella generalità  dei casi, la decadenza ha effetto dal periodo d’imposta successivo.

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Contribuenti minimi: i requisiti per l’accesso (III)

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Il requisito per l’accesso al regime contabile dei contribuenti minimi che ha lasciato pi๠perplessità  e che ha richiesto le maggiori precisazioni nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate concerne l’acquisto dei beni strumentali nel triennio precedente, che non deve superare la soglia di quindicimila euro.

Per verificare la continuità  nel tempo del rispetto del requisito, occorre che ogni anno si rifacciano i calcoli col riferimento all’ultimo triennio.

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Contribuenti minimi: i requisiti per l’accesso (II)

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Un altro elemento indispensabile per essere considerati contribuenti minimi èquello di non avere compiuto alcun tipo di cessione all’esportazione nel periodo d’imposta precedente.

Secondo la legge IVA, si considera un’operazione di questo genere quella in cui determinati beni sono ceduti ad una controparte situata in un Paese extracomunitario (laddove la semplice “esportazione” consiste nel trasferimento fisico dei beni, senza necessariamente traslazione della proprietà ).

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Contribuenti minimi: i requisiti per l’accesso (I)

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Si èdetto che chi presenta i requisiti indicati dalla legge accede naturalmente al regime contabile dei contribuenti minimi senza particolari formalità . Ma quali sono questi fantomatici requisiti?

La legge ne indica diversi, e devono essere rispettati tutti congiuntamente per entrare nel mondo dei “minimi”.

Una delle principali critiche mosse periodicamente a tale regime contabile, peraltro, riguarda proprio le eccessive barriere all’ingresso, e sono presenti diverse iniziative parlamentari tese a ridurre i requisiti.

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Requisiti per aprire un negozio

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Tutti gli imprenditori commerciali devono garantire la presenza di una serie di requisiti di onorabilità : questi sono richiesti sia a tutela dei consumatori e dei terzi in genere, sia per imporre una sanzione accessoria a carico di chi sia giudicato colpevole per questioni di vario genere.

In particolare, non possono avviare un’attività  commerciale (o proseguire) coloro che:

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Fallimento piccolo imprenditore

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La procedura fallimentare èmolto lunga e onerosa: per questo la legge la considera utile per i vari portatori d’interesse solo quando l’impresa sia di medie o grandi dimensioni.

Per le aziende minori, invece, non ne vale sostanzialmente la pena e per soddisfare i creditori appaiono pi๠utili le ordinarie procedure esecutive individuali.

La legge, percià², esclude che il “piccolo imprenditore” sia suscettibile di fallimento. Ma chi èil piccolo imprenditore? Questa definizione ècambiata molte volte, e solo le nuove regole entrate in vigore dal primo gennaio 2008 dovrebbero essere quelle definitive.

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Fallimento impresa commerciale

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Perchè un’impresa fallisca èindispensabile che essa eserciti un’attività  commerciale.

Secondo l’art. 2195 del Codice Civile, l’impresa èdi tipo commerciale quando l’attività  esercitata consiste nella produzione di beni e servizi, nell’intermediazione, nel trasporto di persone e merci, nell’attività  bancaria o assicurativa oppure in qualunque attività  ausiliaria alle precedenti.

Secondo la gran parte della dottrina, anche se non mancano voci di dissenso, si puಠpi๠semplicemente definire come attività  commerciale qualunque attività  d’impresa non definibile come agricola (descritta nell’art. 2135 del Codice Civile).

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Requisiti per il fallimento

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Il fallimento èuna delle quattro procedure concorsuali previste attualmente dal nostro ordinamento (le altre sono il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa e l’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi).

In particolare, èuna procedura giudiziaria, perchè dichiarata e seguita esclusivamente dal tribunale e non da enti amministrativi, ed èuna procedura di tipo estintivo, in quanto la sua finalità  principale èquella di rimuovere dal mercato un’impresa che versi in difficoltà  irreversibile per limitare nel tempo e nello spazio il diffondersi della sua crisi verso altri soggetti secondo un pericoloso effetto-domino, senza che sia esperibile alcun tentativo di risanamento.

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