Alcuni “minimi” devono tenere il registro corrispettivi

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La recente risoluzione 108/E emessa dall’Agenzia delle Entrate il 23 aprile ha chiarito un dubbio che pesava su decine di migliaia di contribuenti. Si tratta di tutti gli aderenti al nuovo regime contabile agevolato per i cosiddetti “contribuenti minimi” che allo stesso tempo eseguono quelle particolari attività  di commercio al minuto per cui sono esonerati dalla certificazione dei corrispettivi.

Si pensi agli edicolanti: la legge consente loro di non emettere ricevute o scontrini, considerato che sarebbe molto gravoso ottemperare a quest’obbligo a causa del continuo afflusso di clienti per acquisti di scarsa entità .

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Furto documenti contabili: nessuna attenuante di responsabilità 

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Nemmeno quando tutta la propria documentazione contabile e fiscale viene sottratta da ignoti si èal riparo dalle pretese dell’Erario.

àˆ questa la conclusione cui èarrivata recentemente la Corte di Cassazione decidendo, con la sentenza n. 6118 dello scorso 13 marzo, la controversia fra l’Agenzia delle Entrate e una società  che aveva subito il furto di gran parte dei propri registri, fatture e documenti vari contenuti in una valigetta ventiquattrore trafugata per strada.

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Detrazione IRPEF sulle donazioni di lavoro verso gli enti benefici

Con una sua risoluzione della fine del 2008, l’Agenzia delle Entrate ha dato il via libera dal punto di vista fiscale ad una forma di donazione alle ONLUS innovativa e che sta iniziando a diffondersi negli ultimi anni: i dipendenti di un’azienda simbolicamente donano lo stipendio riferito ad una o pi๠ore di lavoro, solitamente in occasione di una raccolta fondi specifica.

L’Agenzia ha riconosciuto che tale ipotesi costituisce un onere di cui si riconosce la detraibilità  dall’IRPEF nella misura del 19%, ma purchè si segua una precisa procedura che consenta di evitare abusi.

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Nuovi studi di settore: due milioni in attesa

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àˆ ormai imminente l’emanazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, tramite la società  SOSE, della revisione degli studi di settore. Come noto, infatti, tramite inchieste e questionari l’Amministrazione Finanziaria ha svolto in tempo di record un’indagine per individuare l’impatto della crisi in atto sulla struttura dei costi e dei ricavi degli imprenditori e dei professionisti italiani.

Il direttore della SOSE ha affermato che la versione revisionata dagli studi di settore dovrebbe essere pubblicata attorno alla metà  del mese, e in quell’occasione esperti e consulenti potranno constatare con i loro occhi le novità .

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Impegno crescente nella lotta all’evasione

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Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, non ha gradito le voci che circolano da alcune settimane sui giornali secondo cui l’impegno dell’Amministrazione Finanziaria dello Stato contro l’evasione fiscale èandato riducendosi nel corso dell’ultimo anno.

Nel corso di una conferenza stampa, Befera e i suoi collaboratori hanno illustrato i risultati complessivi ottenuti nel 2008, dimostrando l’erroneità  di tali convinzioni (“Abbiamo deciso di far parlare i numeri”).

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IVA e bollo alternativi sulle quietanze di pagamento

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Con la risoluzione n. 73/2009 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito la sua posizione in merito ad una questione che aveva suscitato frequenti perplessità  fra i contribuenti.

Il Testo Unico sull’Imposta di Bollo (DPR 642/1972)stabilisce all’articolo 13 una regola generale: i documenti con i quali un soggetto dichiara di aver ricevuto un corrispettivo sono soggetti ad imposta quando l’ammontare del compenso – al lordo di eventuali ritenute – supera l’importo di 77,47 euro. Un esempio classico èquello delle ricevute rilasciate in seguito a prestazioni occasionali.

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Scomputo delle ritenute, al via l’autocertificazione

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La risoluzione n.68/2009 dell’Agenzia delle Entrate ècertamente destinata ad essere riportata sui manuali di diritto tributario, poichè pone fine ad un problema antico e che aveva destato i malumori di migliaia e migliaia di contribuenti nel corso degli anni.

Alcune categorie di imprenditori e, soprattutto, di artisti e professionisti subiscono come noto una ritenuta sulle rispettive fatture, in genere del 20%.

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Molte novità  nella trasmissione dei corrispettivi (III)

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La rivoluzione, infine, riguarda anche gran parte del contenuto del file da inviare telematicamente.

Secondo lo schema precedente, era necessario riportare i dati riferiti ad ogni singolo giorno, indicando globalmente i corrispettivi incassati, nonchè specificando una per una le informazioni riferite ad ogni singola operazione documentata con fattura.

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Invio telematico dei corrispettivi

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La scelta di inviare telematicamente i corrispettivi èfacoltativa, senza alcun obbligo. L’opzione èinoltre revocabile in un esercizio futuro.
Una volta esercitata tale scelta, l’imprenditore non ha pi๠l’obbligo nè di emettere gli scontrini (se non come puro promemoria privo di valenza fiscale a favore del cliente, e questo spiega perchè i documenti emessi dalla maggior parte degli ipermercati recano la dicitura “scontrino non fiscale”), nè di compilare il registro dei corrispettivi. Rimane perಠl’obbligo di emettere fattura quando vi fosse l’espressa richiesta da parte del cliente.

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Trasmissione dei corrispettivi: molte novità  (I)

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La legge Finanziaria per il 2005 (L. 311/2004) aveva previsto per le imprese di grande distribuzione la facoltà  di inviare periodicamente per via telematica i dati sui corrispettivi registrati giorno per giorno, eliminando nello stesso tempo sia l’obbligo di certificare gli stessi tramite scontrino fiscale sia l’obbligo di compilare il tradizionale registro dei corrispettivi.

La stessa legge aveva demandato ad un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate il compito di specificare nel dettaglio i dati da inviare e le modalità  della trasmissione. Il direttore provvide con un atto emanato l’otto luglio del 2005, il quale ha regolato la materia in questi anni.

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Piscina nell’agriturismo? Si puà²

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Con la risoluzione n. 65/2009, la Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate ha risposto positivamente all’interpello di un contribuente che chiedeva lumi sul riconoscimento fiscale delle spese di costruzione di una piscina sull’agriturismo di sua proprietà .

Il contribuente, titolare di un’azienda agrituristica situata in Umbria, domandava all’Agenzia se poteva considerare inerente alla sua attività  una piscina da costruirsi nei pressi immediati dell’edificio e destinata a fornire un servizio aggiuntivo ai futuri visitatori.

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Detrazione IVA per vitto e alloggio: circolare discutibile n. 6/2009

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Dal settembre scorso, èpossibile dedurre integralmente l’IVA sulle spese di vitto e alloggio, purchè inerenti all’attività  e regolarmente documentate con fattura; in precedenza, invece, l’imposta sul valore aggiunto calcolata su queste voci di spesa era totalmente indetraibile.

Molti operatori, tuttavia, in questi mesi hanno preferito rinunciare a tale beneficio fiscale per motivi di pura semplicità : soprattutto per le imprese di grandi dimensioni in cui molti dipendenti sono impegnati continuamente in trasferte di lavoro, contabilizzare ogni singola fattura separando imponibile e imposta sarebbe risultata un’operazione lunga e complessa.

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La fattura dalla A alla Z (undicesima parte)

Elenchiamo adesso alcune informazioni sparse sulla fatturazione che èbene comunque conoscere.

Se il cedente èuna società , occorre indicare il numero di iscrizione al Registro delle Imprese e la sede della Camera di Commercio corrispondente. Se si tratta di società  di capitali occorre indicare anche la quota di capitale sociale effettivamente versato.

Se si tratta di una società  soggetta al controllo di un’altra, occorre evidenziare tale situazione fornendo anche i dati anagrafici della controllante.
Se l’operazione èdocumentata da un documento di trasporto, l’emissione della fattura puಠessere differita fino al giorno 15 del mese successivo.

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La fattura dalla A alla Z (quinta parte)

Sia per il cedente che per il cessionario, la fattura va conservata per motivi fiscali fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di effettuazione dell’operazione, o del sesto anno se la relativa dichiarazione IVA non èstata presentata oppure èstata dichiarata nulla.

Se in questo frattempo sono iniziate attività  di verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza, la fattura va conservata fino alla conclusione di tali operazioni, se esse terminano oltre le date indicate.

Si ricorda, inoltre, che per tutti gli imprenditori non agricoli e non “piccoli” (secondo la definizione dell’art. 2083 del Codice Civile), le fatture e tutti gli altri documenti aziendali vanno conservati per dieci anni per gli scopi civilistici, come il loro utilizzo come mezzo di prova nei processi civili e fallimentari.

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