Resto al Sud, esteso anche agli under 46 e liberi professionisti

di Fabiana Commenta

Come annunciato da qualche mese a questa parte, subentrano nuove modifiche nell’ambito dell’iniziativa di Resto al Sud, il progetto volto all’erogazione di contributi statali per favorire la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno.

La Legge di Bilancio 2019 conferma che è stata ampliata la platea dei beneficiari: potranno infatti usufruire dell’agevolazione non solo gli under 36, ma anche gli under 46 e i liberi professionisti.

I richiedenti non devono essere titolari di Partita Iva per un’attività analoga a quella coinvolta dal finanziamento che dovrà avere necessariamente sede operativa in una delle regioni interessate da bando, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. 

Resto al Sud offre la possibilità di ottenere un finanziamento che copre il 100% delle spese ammissibili con un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento o un finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI.

Possono ricevere la copertura le iniziative imprenditoriali per la produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, ma anche per la trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, la fornitura di servizi alle imprese e alle persone, il turismo mentre vengono escluse le attività agricole, le attività dei liberi professionisti e il commercio.

Il contributo copre le spese per la ristrutturazione o la manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici, ma anche le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività. 

Le domande attualmente vengono esaminate senza graduatorie, ma solo in base all’ordine cronologico di arrivo: le domande vanno inviate direttamente alla piattaforma dedicata accessibile dal sito Invitalia.it. 

 

RESTO AL SUD, PREVISTO L’AMPLIAMENTO DELLA PLATEA

 

 

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