Brexit, bocciato l’accordo forse uscita senza intesa

di Fabiana Commenta

Bocciato con 432 no contro 202 sì dalla Camera dei Comuni, l’accordo sulla Brexit, il divorzio dall’Ue siglato a novembre dalla premier Tory, Theresa May sembra essere sempre più lontano adesso. 

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Il leader laburista Jeremy Corbyn ha presentato una mozione di sfiducia al governo Tory, ma la May non si è dimessa e adesso dovrà fronteggiare la possibilità di uscita senza accordo quando la data della Brexit del 29 marzo è sempre già vicina. 

E nessuna delle possibilità viene esclusa, anche la stessa uscita senza accordo: in base a quanto stabilito dalla legge approvata dopo il referendum del 2016, il Regno Unito uscirà dall’Unione europea il 29 marzo, ma il governo, di fronte ad una hard Brexit, potrebbe anche essere costretto a fronteggiare le difficoltà finanziarie, economiche e logistiche causate da un mancato accordo con la Ue.  

Il Governo potrebbe anche cercare di rinegoziare un nuovo accordo per la Brexit, ma verrebbe richiesta una proroga dell’articolo 50 in modo da poter rinviare la data della Brexit, ma la proroga sarebbe possibile solo con il consenso di tutti gli stati membri della Ue. 

Nel pomeriggio la mozione di sfiducia verrà discussa dal Governo, ma in caso di mancato consenso della proroga della Ue, il governo di Londra potrebbe indire un secondo referendum sulla Brexit. Theresa May potrebbe anche decidere di convocare le elezioni anticipate per chiedere agli elettori un mandato sull’accordo da lei negoziato con Bruxelles. 

Il Regno Unito avrebbe anche la possibilità di una revoca unilaterale dell’articolo 50 che metterebbe fine al processo della Brexit, ma proprio la revoca potrebbe avere ripercussioni sulle elezioni europee di maggio che non dovrebbero al momento includere l’Inghilterra. 

BREXIT, I PUNTI DELL’ACCORDO CON L’UE

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