Black List 2017, l’elenco aggiornato

di Fabiana Commenta

Tassazione bassissima e scarsa disponibilità allo scambio di informazioni con altri Paesi sono le caratteristiche di quelli che vengono definiti paradisi fiscali: dotati di fiscalità privilegiata vengono inclusi all’interno di quella che viene chiamata Black List.

Se l’elenco è stato aggiornato l’ultima volta nel 2002 da un Decreto del Ministero delle Finanze, è anche vero che la Legge di Stabilità 2016 ha di fatto cancellato i commi relativi all’obbligo di comunicazione delle operazioni effettuate fra il nostro Paese e le aziende domiciliate in paesi della Black List. 

Insomma esiste una lista, ma non l’obbligo di comunicazione ragion per cui la black list diventa praticamente inutile all’atto pratico anche se la lista della Black List resta formalmente in vigore.

Entro la fine del 2017 dovrebbe invece arrivare una Black List di rango europeo che dovrebbe diventare il punto di riferimento al di là della frammentazione degli elenchi nazionali e dovrebbe essere pubblicata sulla base degli stessi criteri vigenti all’interno dell’Unione Europea.

Per l’elenco completo dei Paesi che appartengono alla Black List 2017 faremo riferimento alla circolare 39 del 26 settembre 2016 dell’Agenzia delle Entrate che fornisce un’utile riassunto sulla situazione dei Paesi inclusi all’interno della classe dei paradisi fiscali. In quella circolare infatti è stato stilato un elenco completo e aggiornato dei Paesi che rientrano all’interno della Black List che è anche attualmente valido.

Ed ecco i paesi che rientrano nella Black list: Andorra, Bahamas, Barbados, Barbuda, Brunei, Gibuti, Grenada, Guatemala, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Vergini statunitensi, Kiribati, Libano, Liberia, Liechtenstein, Macao, Maldive, Nauru, Niue, Nuova Caledonia, Oman, Polinesia francese, Saint Kitts e Nevis, Salomone, Samoa, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Sant’Elena, Sark, Seychelles, Tonga, Tuvalu, Vanuatu.

Oltre a questi ci sono poi due Paesi dove vengono salvati solo settori o attività specifiche. Si tratta del Bahrein, anche se vengono escluse le società che svolgono nel Paese attività di esplorazione, estrazione e raffinazione nel settore petrolifero e di Monaco, con esclusione delle società che realizzano almeno il 25% del fatturato fuori dal Principato;

Sono invece 12 i paesi che rientrano all’interno della Black List cui concorrono anche delle attività o delle società particolari che hanno sede in alcune nazioni ben definite.

Si tratta di Paesi che usufruiscono di regimi fiscali agevolati simili a quelli sotto osservazione e sono l’ Angola, Antigua, Costarica, Ecuador, Giamaica, Kenia, Mauritius, Panama, Portorico, Svizzera, Uruguay.

 

photo credits| thinkstock

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