Affitti brevi, il bollino per contrastare l’evasione fiscale

di Fabiana Commenta

Come contrastare l’evasione fiscale con gli affitti brevi? Arriva il “bollino di qualità”, una sorta di codice anti furbetti che diventerà obbligatorio per le offerte on line e che servirà a identificare le strutture e i proprietari, di fatto rendendo impossibile l’evasione fiscale.

È una delle novità contenute all’interno del Decreto Crescita che prevede anche la nascita di una banca dati di tutte le strutture ricettive e che dovrebbe diventare operativa a partire dal mese di agosto.

Il bollino rappresenta l’evoluzione contro l’evasione sugli affitti brevi: nel 2017 era stata stabilita la possibilità di applicare la cedolare secca al 21% anche sulle locazioni turistiche con durata inferiore ai 30 giorni con l’obbligo da parte dei portali portali che incassano l’affitto e che poi successivamente lo girano ai proprietari di applicare la cedolare alla fonte. 

Nel frattempo Airbnb ha impugnato le norme di fronte al Tar e nonostante la sentenza negativa, ha annunciato un ricorso al Consiglio di Stato. 

Ma nell’arco di due anni non ha mai applicato la cedolare secca. 

Era stato anche previsto l’obbligo per gli intermediari di comunicare alle Entrate i dati dei locatori, ma sembra che nessuno fosse adoperato e proprio per correre ai ripari, il governo ha deciso di istituire un nuovo bollino, senza il quale non sarà possibile mettere le offerte on line, pena sanzioni da 500 a 5.000 euro per annuncio a carico del portale.

Il sistema dovrebbe partire entro luglio e dovrebbe anche essere attivate una sorta di mappa delle strutture ricettive: ogni struttura, case comprese, verrà abbinata a un codice identificativo che sarà obbligatorio utilizzare negli annunci. 

Il codice consentirà quindi di distinguere le strutture sulla base della tipologia, delle caratteristiche e dell’ubicazione

Con la novità nel decreto crescita viene anche introdotta la possibilità per i Comuni di poter controllare il regolare versamento della tassa di soggiorno e da gennaio sarà anche obbligatorio per chi offre l’appartamento per le locazioni brevi, registrarsi al portale “Alloggiati Web” per comunicare alla questura i dati degli ospiti per registrare il versamento della tassa di soggiorno prevista. 

 

TASSA AIRBNB, IL PUNTO SULLA CEDOLARE SECCA DEGLI AFFITTI

 

PHOTO CREDITS | THINKSTOCK

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