Decreto Dignità e lavoro stagionale, le imprese del turismo attaccano

di Fabiana Commenta

È stato approvato solo da pochi giorni, ma già fa discutere. ha scatenato non poche polemiche il nuovo Decreto Dignità recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri e orgogliosamente annunciato dal Ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio.

turismo estivo, faro

Ad alzare la voce sono le aziende del Turismo che si sollevano contro la Riforma del contratto a termine  con l’accusa di penalizzare il lavoro stagionale: il decreto prevede infatti che questi contratti siano rinnovati dopo i primo 12 mesi e ci sarebbe addirittura il rischio che la legge possa creare concreti problemi all’applicazione di queste tipologie di contratto .

Secondo quanto stabilito dal Decreto dignità infatti i contratti  possono essere rinnovati a tempo determinato solo in pochi casi, vale a dire esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività del datore di lavoro, esigenze sostitutive, esigenze relative a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria.

E il turismo potrebbe essere fortemente penalizzato: è necessario in ogni caso attendere il testo ufficiale per verificare che proprio la stagionalità possa essere considerata come una motivazione valida per stipulare un contratto a tempo determinato. Intanto, in attesa di conoscere con esattezza il testo, le associazioni di categoria protestano accusando le nuove modalità di contratto di rappresentare un freno in piena stagione estiva che finirebbe per danneggiare settore. E in attesa del passaggio parlamentare per la conversione in legge del decreto dignità, arriva anche l’appello di Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi.

Un settore come il turismo, in cui la stagionalità del lavoro costituisce una caratteristica strutturale, anche in seno alle aziende aperte tutto l’anno, non può essere assoggettato alle medesime regole previste per le banche e le fabbriche. Si chiede di modificare il provvedimento prevedendo: integrale salvaguardia di tutti i contratti stagionali, l’esclusione del settore turismo dal contributo aggiuntivo e la reintroduzione dei voucher.

 

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