Benzinai contro lo scontrino elettronico, sciopero il 17 luglio 

di Fabiana Commenta

Vacanza degli italiani a rischio in occasione dello sciopero del 17 luglio annunciato dai benzinai che protestano contro la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate degli scontrini. 

L’imminente entrata in vigore della comunicazione telematica dei corrispettivi desta forti preoccupazioni nella categoria: non ci sono ancora i nuovi registratori fiscali, c’è un ulteriore costo che si abbatte su benzinai per oltre 10 milioni di euro, mentre l’atteso provvedimento contenuto nel dl Crescita di chiarimento non risolve il problema posto dalle Federazioni di categoria di uno slittamento dell’obbligo al primo gennaio 2020″. 

Questo quando riporta la Giunta nazionale di Faib motivando lo sciopero generale di mercoledì 17 luglio 2019. 

Anche i benzinai, in occasione del primo semestre dall’entrata in vigore dell’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi, verranno interessati dalla moratoria che abolisce le sanzioni previste dalla legge se la trasmissione telematica viene effettuata entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Questo anche se il Decreto Crescita prevede invece che i dati relativi ai corrispettivi giornalieri dei commercianti al minuto e assimilati debbano essere trasmessi telematicamente all’Agenzia delle entrate entro dodici giorni dall’effettuazione della relativa operazione. Ma neppure la moratoria sembra andare incontro alle esigenze dei benzinai che annunciano battaglia. 

La grande maggioranza dei nostri operatori carburanti, da quelli più piccoli ai più grandi sarà costretta, in pieno agosto, ad attuare una norma assurda che non considera che il fatturato dei gestori carburanti è viziato e determinato – caso unico – dal peso preponderante delle accise. Contro questo assurdo fiscale il Governo chiarisca, una volta per tutte, che il volume d’affari dei gestori carburanti deve essere sempre inteso al netto del costo di fornitura, così come il legislatore ha previsto per il settore quasi 50 anni fa per l’accesso alla contabilità semplificata e stralci i carburanti – prodotti completamente tracciati – dall’obbligo della trasmissione telematica dei corrispettivi.

Spiega la Faib-Confesercenti rimarcando anche le difficoltà fiscali in occasione della chiusura della fase transitoria dell’introduzione della fattura elettronica con il concreo rischio elevato di sanzioni pesanti per gli errori formali per circa 22 milioni di fatture già emesse.  

FATTURA ELETTRONICA, GLI ERRORI PIU’ COMUNI

 

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