Antitrust, sotto inchiesta Enel, A2a e Acea

di Emma Commenta

Guai in vista per Enel, A2a e Acea che finiscono sotto inchiesta dell’Antitrust. L’accusa? Diverse e tutte pesanti. Fra le altre, l’accusa di turbativa della libera concorrenza, ma anche pratiche scorrette per costringere gli ignari clienti a sottoscrivere contratti passando da altri fornitori, in pratica andando a infrangere le leggi della libera concorrenza. 

Insomma i tre maggiori distributori di energia elettrica, tali dopo la liberalizzazione, non esiterebbero a ricorrere a pratiche scorrette per potersi accaparrare il maggior numero possibile di clienti in vista dell’avvio del processo completo di liberalizzazione. Il problema è che, stando alle indagini in corso, Enel (in particolare, che è contemporaneamente distributore e rivenditore), ma anche A2a e Acea starebbero danneggiando i consumatori con le loro azioni non trasparenti.

Sono proprio loro ad essere danneggiati dalla guerra fra le aziende che ricorrono ad ogni mezzo (quasi sfiorando l’illecito evidentemente pur di aumentare il numero dei contratti): i consumatori vengono tempestatati di telefonate in cui l’azienda in questione invita a cambiare gestore, ma con pratiche scorrette e senza trasparenza. È proprio questo ad essere contestato dall’Antitrust.

Qualche esempio? Sembra che gli operatori Enel chiamassero i consumatori invitando a lasciare Green Network che a loro detta stava per fallire e che avrebbe perso ben presto l’autorizzazione a distribuire energia elettrica o che applicava tariffe più alte in quanto società straniera.

Tutto insomma pur di ottenere il passaggio del cliente all’Enel anche con alcune presunte falsità.

Le indagini sono in corso, ma di certo a farne le spese continuano ad essere i consumatori.

photo credits | thinkstock

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