Spesometro, le sanzioni previste

di Fabiana Commenta

 

È fissata al 30 aprile la scadenza per la presentazione dello spesometro dopo il rinvio del Ministero arrivato in extremis lo scorso 28 febbraio. 

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Ma ormai la scadenza è stata fissata per la comunicazione dei dati: in assenza di una deroga viene pertanto applicato dall’istituto, il ravvedimento operoso, ma ovviamente le sanzioni tendono a cambiare in base al periodo in cui avvenga la regolarizzazione della comunicazione avviene. 

Se la comunicazione avviene: 

  • entro il termine di 15 giorni dalla scadenza, il ravvedimento si applica sulla sanzione ridotta ad 1 Euro (con il massimo di 500 Euro);
  • oltre i 15 giorni dalla scadenza, il ravvedimento si applica sulla sanzione piena di 2 euro (con il massimo di 1.000 Euro).

E per poter capire quale sanzione prendere a riferimento, è anche necessario capire il momento in cui è stata regolarizzata la comunicazione dei dati.

Le sanzioni potranno però essere ridotte da 1/9 a 1/5, e variano a seconda del momento in cui avviene la regolarizzazione della comunicazione.

Il calcolo di ogni sanzione dunque è diverso se la regolarizzazione avviene entro i 15 giorni oppure oltre i 15 giorni. 

Nel primo caso si ha la sanzione minima (importo base) di 1 euro viene applicata a ogni fattura, nel secondo caso si ha la sanzione minima (importo base) di 2 euro per ogni fattura, e secondo le indicazioni della risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 104 del 28 luglio 2017 può essere che regolarizzazione della comunicazione, e il versamento della sanzione possono anche non essere contestuali.

Il ravvedimento operoso prevede anche una scala graduata di riduzioni delle sanzioni a seconda del ritardo con il quale si provvede a rimediare all’errore.

Ecco nel dettaglio in base a quanto fornito dall’Agenzia delle entrate: 

  • ad 1/9 dell’importo base entro 90 giorni dall’omissione o dall’errore;
  • ad 1/8 dell’importo base entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione;
  • ad 1/7 dell’importo base entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione;
  • ad 1/6 dell’importo base oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione e sino al termine di prescrizione (fissato nell’art. 57, D.P.R. n. 633/1972);
  • ad 1/5 dell’importo base fino alla notifica dell’atto impositivo

Per poter risolvere l’omessa comunicazione il contribuente dovrà:

  • presentare la comunicazione omessa o corretta;
  • versare la relativa sanzione con il modello di pagamento F24 utilizzando il codice tributo 8911.

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