Scontrino digitale, le categorie esentate 

di Fabiana Commenta

 

A partire dal 1 luglio 2019 il vecchio scontrino fiscale andrà in soffitta e la ricevuta avrà solo un valore commerciale: ma la sostituzione sarò graduale. 

Dal 1 luglio lo scontrino elettronico sarò obbligatorio per chi genera un volume di affari superiore ai 400mila euro e a partire dal 1 gennaio 2020 l’obbligo sarà esteso a tutte le partite Iva. In sostituzione di scontrini e ricevute fiscali “classici”, il cliente riceverà invece un documento commerciale valido anche a fini fiscali che dovrà essere integrato con il codice fiscale o partita Iva dell’acquirente.

L’obbligo sarà quindi graduale considerando anche del tipo di attività esercitata e del livello di connettività web della zona territoriale in cui si lavora: quel che è certo è che I vecchi registratori di cassa dovranno essere sostituiti oppure integrati per consentire la memorizzazione e trasmissione dei dati giornalieri. Il governo ha anche previsto delle agevolazioni fiscali per gli operatori, pari al 50% della spesa sostenuta per l’acquisto o l’adattamento degli attuali registratori di cassa, per un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento per ogni strumento all’interno dell’attività.

Ma sono previste una serie di esenzioni per alcune categorie di commercianti in merito all’obbligo all’emissione del nuovo scontrino digitale. 

Il decreto fiscale potrebbe anche esentare altre categorie come tabaccai, tassisti, notai, giornalai, produttori agricoli, ma potrebbero anche essere esentate altre categorie di lavoratori, quelli che svolgono il proprio lavoro presso le abitazioni di un cliente o in modo ambulante vale a dire muratori, elettricisti, idraulici o imbianchini.  

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photo credits | thinkstock

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