Il governo pensa all’applicazione della reverse charge per l’IVA

di GianniPug Commenta

La misura della reverse charge potrebbe essere applicata già a partire dal 2015, o meglio estesa, in quanto chi non paga l'IVA al momento non paga neanche altri contributi fondamentali come l'IRPEF, l'IRES o l'IRAP.

E’ in studio da parte del governo un nuovo modo di applicazione della maggiore tra le imposte indirette, l’IVA. Si tratta del meccanismo della reverse charge o tassazione inversa, di cui ha dato conferma anche il consulente economico di Palazzo Chigi. Con questo nuovo sistema l’IVA non sarebbe più pagata dall’acquirente al venditore ma direttamente allo Stato. 

 iva

L’idea del governo si configura come una possibile strategia per recuperare una parte del gettito dell’IVA che oggi viene evaso. Chi acquista un bene con questo metodo non pagherebbe più l’IVA al fornitore, ma la verserebbe direttamente allo Stato eliminando un passaggio. La misura si pone quindi tra quelle che vogliono rendere più efficace la lotta all’evasione fiscale, con il recupero complessivo di almeno 2 o 3 miliardi di euro.

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Si deve pensare infatti che oggi l’evasione fiscale italiana ammonta ancora ad una cifra molto alta, pari a circa 40 miliardi di euro. Recuperare una parte di questo capitale disperso sarebbe molto importante per un miglioramento dell’economia del paese.

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In Italia, infatti, si verifica uno strano fenomeno secondo cui tutti alla fine scaricano l’IVA ma nessuno la versa e questo meccanismo non può reggere a lungo. La misura della reverse charge potrebbe essere applicata già a partire dal 2015, o meglio estesa, in quanto chi non paga l’IVA al momento non paga neanche altri contributi fondamentali come l’IRPEF, l’IRES o l’IRAP. Una montagna da 91 miliardi di euro in totale secondo le ultime stime del MEF.

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