Finlandia, fallimentare l’esperimento del reddito di base garantito

di Fabiana Commenta

A distanza di due anni la Finlandia tira le somme e considera fallito l’esperimento del reddito di base garantito. 

Simile al reddito di cittadinanza che entrerà in vigore da marzo, cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle, il reddito di base garantito era stato introdotto come esperimento provato su un numero selezionato di volontari per verificare se, applicato poi su larga scala, avesse effettivamente consentito di combattere disoccupazione e povertà con il reinserimento degli adulti nel mondo del lavoro. 

Qualche beneficio l’ha indubbiamente portato, ma di fatto non può rappresentare una riforma sostenibile del futuro come ha dichiarato pochi giorni fa il governo di centrodestra finlandese guidato dal premier ed ex tycoon Juha Sipila. 

L´esperimento era stato lanciato nel 2017 ed è andato avanti fino alla fine del 2018 coinvolgendo 2000 cittadini tra disoccupati e persone a reddito basso o precario.: sostanzialmente i volontari ricevevano dall’autorità del welfare di Helsinki, un pagamento di 560 euro mensili.

Il versamento è stato effettuato in ogni caso nel lasso di tempo dell’esperimento, elargito nel caso in cui il cittadino fosse riuscito a trovare un altro lavoro, nel caso in cui avesse deciso di vivere con un reddito minimo smettendo anche di cercare una nuova occupazione considerando poi che si trattava di un reddito che poteva essere sommato ai sussidi familiari, come ad esempio gli assegni del welfare per i bambini. 

Tirando le somme dell’esperimento è emerso che il reddito minimo garantito ha avuto conseguenze positive per la salute e l’equilibrio psichico dei partecipanti che sono risultati meno stressati, ma non è stato decisivo nel trovare un nuovo impiego confermando che su base globale l’esperimento non ha offerto la soluzione sperata. 

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