
Denunciare casa fantasma


La differenza èsostanziale: mentre in precedenza occorreva presentare una DIA, per esempio, prima di aprire un negozio e occorreva attendere trenta giorni per i vari controlli amministrativi prima di mettersi concretamente ad operare, oggi bisogna invece presentare una sorta di autocertificazione (la SCIA, appunto) relativa al possesso di tutti i requisiti di legge e si puಠiniziare subito: i controlli amministrativi si terranno nei sessanta giorni successivi.


In realtà , perà², esiste anche un secondo macigno la cui influenza non va affatto sottovalutata: si tratta del tempo e del denaro che vengono spesi per ottemperare ai numerosi adempimenti previsti dalla nostra legislazione.


Un settore dove le frodi sono particolarmente diffuse èquello dei mezzi di trasporto nuovi, acquistati all’estero per essere rivenduti in Italia.

Per importare in Italia cani, gatti e furetti occorre procurarsi dalle autorità sanitarie del Paese d’origine un certificato che identifichi l’animale, ne attesti la buona salute e, per i cani, una recente vaccinazione antirabbica.

Fino ad allora, perà², continueranno a valere le norme previgenti e i vecchi adempimenti legati alla produzione e smaltimento dei rifiuti: fra loro c’ anche il MUD, il modello unificato di dichiarazione per i rifiuti.

Sono rifiuti speciali e nessuno puಠscegliere di smaltirle liberamente: il cittadino puಠcontattare il servizio municipale gratuito di raccolta oppure portare il Raee presso un’ecopiazzola, se esistente.

In realtà , prima che sia operativo occorreranno diversi provvedimenti attuativi, ma già oggi conosciamo in termini generali il contenuto del decreto e le conseguenze che apporterà .

In realtà , la percentuale tende a decrescere rapidamente (nel 2008 era il 12,57%, contro la punta del 36,28% del 2006) ma rimane comunque eccessivamente alta.

La procedura prosegue a rilento per la grande mole di istanze pervenute (quasi trecentomila) e per il fatto che, contemporaneamente, occorre anche valutare le ordinarie domande di soggiorno presentate dai cittadini extracomunitari nei limiti della legge Bossi-Fini.


La vicenda èaccaduta nel 2007 e riguardava una signora, chiamata convenzionalmente Sara dall’editorialista.