Regime forfettario 2019, i nuovi requisiti per le partite IVA

di Fabiana Commenta

Novità in vista per le partite Iva nel 2019: obiettivo della nuova legge di Bilancio è di semplificare le regole, ma anche di introdurre nuovi limiti per evitare proprio aumento del evitare l’aumento del fenomeno delle false partite IVA. 

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La flat tax al 15% verrà applicata alle partite IVA che nel corso dell’anno precedente hanno conseguito 65.000 euro di ricavi o compensi. 

Si tratta solo di un primo passo della riforma visto i cambiamenti delle partite IVA prenderanno il via dal 2019 per completassi nel 2020, quando il regime forfettario verrà esteso fino a 100.000 euro.

Non mancano le novità in questo 2019: per consentire l’accesso al regime forfettario viene eliminato il limite di 5.000 euro relativo alle spese per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati a collaboratori, anche assunti per esecuzione di progetti, il limite di 30.000 euro relativo al reddito da lavoro dipendente percepito, il limite di 20.000 euro relativo al costo per beni strumentali.

Ma se vengono a mancare alcuni requisiti, vengono invece introdotti nuovi limiti di accesso per il regime forfettario: non potranno aderire al regime forfettario tutti coloro che svolgeranno attività prevalentemente nei confronti del proprio datore di lavoro o di un soggetto che lo è stato nei due anni precedenti o, comunque, di un soggetto ad esso riconducibile.

Stop alla partita Iva anche per i soggetti che partecipano a società di persone, associazioni, imprese familiari e ai soggetti che controllano, direttamente o indirettamente, SRL o associazioni in partecipazione che esercitano attività economiche che siano riconducibili a quelle esercitate dallo stesso titolare di partita IVA.

 

PARTITE IVA, BOOM DI RICHIESTE DI REGIME FORFETTARIO

 

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