Stop processi giudiziari per azienda in crisi

di Fabrizio Martini Commenta

La sentenza emessa dalla sesta sezione della Commissione Tributaria Regionale di Roma è la numero 217 dello scorso 25 giugno 2013. Secondo il parere espresso dai giudici della suddetta sezione della CTR di Roma è necessario sospendere una sentenza di appello nel caso in cui le condizioni dell'azienda siano critiche, ovvero nella situazione in cui lo stato economico e finanziario dei conti della società siano compromessi e in stato critico.

La Commissione Tributaria Regionale di Roma ha dichiarato che è possibile la sospensione di un processo giudiziario se l’azienda che lo subisce è in uno stato di crisi. Nel dettaglio, la CTR di Roma ha emesso una sentenza con la quale afferma che in caso di una forte crisi di liquidità e di una forte esposizione debitoria, è possibile e giustificato procedere alla sospensione della sentenza d’appello in attesa del giudizio di Cassazione.

La sentenza emessa dalla sesta sezione della Commissione Tributaria Regionale di Roma è la numero 217 dello scorso 25 giugno 2013. Secondo il parere espresso dai giudici della suddetta sezione della CTR di Roma è necessario sospendere una sentenza di appello nel caso in cui le condizioni dell’azienda siano critiche, ovvero nella situazione in cui lo stato economico e finanziario dei conti della società siano compromessi e in stato critico.

I giudici si sono anche preoccupati di stabilire il parametro di riferimento per capire quando un’azienda la si può definire in crisi, quindi in grande crisi di liquidità e con una grande esposizione debitoria.

I parametri che permettono di identificare tale situazione, ovvero la situazione di periculum in mora dell’azienda può essere provato da:

  • notevole perdita di esercizio risultante dal bilancio
  • forte esposizione debitoria
  • crisi di liquidità
  • elevata percentuale di utilizzo delle linee di fido bancarie

Il giudice della Commissione Tributaria Regionale di Roma, valutati questi aspetti suddetti, ha ritenuto di poter provvedere alla sospensione della sentenza di appello. Da notare il fatto che il giudice non abbia richiesto alcuna garanzia al contribuente nelle more del giudizio.

I giudici della CTR hanno ritenuto che sia possibile valutare il periculum in mora derivante dall’esecutività della sentenza attraverso la notevole perdita di esercizio risultante dal bilancio e da una forte esposizione debitoria. Tali aspetti generano infatti una accentuata mancanza di liquidità e un’elevata percentuale di utilizzo delle linee di fido bancarie.

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