Boeri, conti sbagliati con quota 100

di Fabiana Commenta

L’idea di una dotazione piatta e costante a sette miliardi l’anno non è minimamente supportata da alcuna delle simulazioni che ci hanno chiesto. Ma quando ho sollevato il problema, ho avuto solo aggressioni verbali e tentativi di screditarmi. 

Queste le parole di Tito Boeri, presidente dell’Inps che, intervistato dal Corriere della Sera, lancia l’allerta spiegando chiaramente che i conti con quota 100 che il governo vuole introdurre per modificare le modalità di accesso alla pensione, non tornano affatto e le coperture di fatto non ci sono. 

Il governo ci ha chiesto delle simulazioni e ne abbiamo fatte tantissime. Tutte implicano per forza che ci sia un forte incremento della spesa nei primi anni: all’inizio c’è un grande gruppo di persone che entra a carico del sistema pensionistico e ogni anno se ne aggiungono altre che maturano i requisiti, dunque la spesa non può che aumentare. 

Secondo Boeri poi non funzionerebbe neppure una quota 100 una tantum nel 2019, “poiché ci sarà un meccanismo a finestre per il ritiro, il secondo anno costerà più del primo e di nuovo i conti non tornano. Una terza possibilità naturalmente è che si parta molto bassi imponendo criteri molto più stringenti che 38 anni di contributi e 62 di età. Ma se davvero si pensa di spendere molto meno nel 2019, perché ci siamo impiccati a un deficit del 2,4% che preoccupa i mercati e costerà molto in interessi sul debito?”.

Le parole del presidente dell’INPS arrivano nel corso di una settimana cruciale per il Governo che mercoledì 21 novembre attende la valutazione della Commissione sulla manovra. 

INPS, IL COSTO DI QUOTA 100 SULLO STATO

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