Boeri, 1 miliardo di pensioni all’estero, ma con pochi contributi

di Fabiana Commenta

Il numero delle quattordicesime all’estero? Mai così alto come un questo periodo: lo conferma il presidente dell’Inps Tito Boeri in occasione del report presso la commissione Esteri alla Camera, sentito dal Comitato permanente sugli italiani nel mondo.

Nel corso dell’anno si è registrata una vera e propria impennata pari al 131% delle prestazioni erogate con la conferma che il provvedimento sulle quattordicesime si è ampliato soprattutto fra i residenti all’estero.

E se nel 2016 l’Inps ha pagato all’estero 373mila pensioni distribuite in 160 paesi e per un valore poco superiore a 1 miliardo di euro, nel 2017 si è registrato un forte incremento e la spesa per le 14esime sembra essere più che raddoppiata.

“Un’anomalia” secondo Boeri una situazione del genere visto che non c’è un quadro di reciprocità. Questo perché se i pensionati si trasferiscono all’estero, l’Italia si fa carico delle prestazioni assistenziali pagandole al di là dei nostri confini, ma mentre si riduce il carico di spesa sociale di altri Paesi (vedi il Portogallo dove si registra la grande fuga di pensionati), l’Italia non si avvale di nessun “ritorno in consumi” come se effettuasse un trasferimento dei fondi.

PENSIONATI ALL’ESTERO, LA TOP TEN DOVE TRASFERIRSI

 

Il presidente dell’Inpas sottolinea inoltre anche il fatto che circa un terzo delle pensioni pagate a giugno 2017 presentano periodi di contribuzione in Italia inferiori a 3 anni “il 70% è inferiore ai 6 anni e l’83% è ai 10 anni” presentando pertanto durate contributive estremamente basse. Un quadro decisamente anomalo visto che l’Italia paga poco più di un miliardo di pensioni l’anno all’estero con periodi contributivi estremamente bassi.

 

photo credits | thinkstock

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